Il ruolo dell’EGE nel 2026

Certificazione EGE UNI CEI 11339: Guida Tecnica alla Preparazione 2026

Il Ruolo dell’EGE nella Transizione Energetica

Il 2026 si conferma un anno spartiacque per il settore dell’efficienza energetica. Con l’piena operatività della direttiva EPBD IV (Case Green) e l’impatto del meccanismo CBAM sull’industria manifatturiera, la figura dell’Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) evolve da tecnico a stratega aziendale.

Ottenere la certificazione secondo la norma UNI CEI 11339 non è solo un adempimento burocratico per operare con le ESCo o per gestire le diagnosi obbligatorie (D.Lgs 102/14), ma una patente di competenza per guidare la decarbonizzazione. Di seguito, un’analisi approfondita su come affrontare l’esame di certificazione, con un focus sulle specificità settoriali e le competenze trasversali necessarie.

📺 Video Approfondimento Copernico:
Per entrare nel vivo della metodologia richiesta all’esame, consigliamo la visione di questa lezione tecnica:
Processo di diagnosi energetica, caratteristiche e fasi – Qualifica EGE – un focus essenziale su come strutturare l’audit energetico secondo norma.

Civile vs Industriale: Scegliere il Settore Corretto

La scelta del settore di certificazione (Civile o Industriale) è strategica e non deve basarsi solo sulle preferenze personali, ma sulle reali competenze tecniche possedute. L’esame, infatti, propone scenari profondamente diversi.

1. Settore Civile: Il focus è l’Involucro-Impianto

Chi sceglie il settore civile (che spesso include Terziario e Trasporti, a seconda dello schema di certificazione) deve padroneggiare le dinamiche legate al comfort e alla climatizzazione degli edifici.

  • Ambiti Tecnici Chiave: Termofisica dell’edificio (trasmittanze, ponti termici), vettori energetici per la climatizzazione (pompe di calore vs caldaie a condensazione), illuminotecnica (relamping LED e controllo DALI), Building Automation (BACS classe A/B).
  • Normative Specifiche: CAM Edilizia, normativa UNI TS 11300, requisiti minimi Decreto 26/06/2015, e le nuove direttive EPBD sulla prestazione energetica.
  • Tipico Caso Studio d’Esame: Riqualificazione di un edificio pubblico (scuola o ospedale) o di un complesso uffici. Vi verrà chiesto di calcolare il fabbisogno energetico ante/post operam, valutare l’isolamento a cappotto o la sostituzione dei generatori, e calcolare il Tempo di Ritorno Semplice e Attualizzato considerando incentivi come il Conto Termico.

2. Settore Industriale: Il focus è il Processo Produttivo

Il settore industriale richiede una conoscenza approfondita delle utilities e dei processi di trasformazione. Qui l’edificio è secondario; conta l’energia per unità di prodotto (EnPI).

  • Ambiti Tecnici Chiave: Aria compressa (recupero calore, perdite, inverter), vapore (scaricatori, recupero condense), motori elettrici ad alta efficienza (IE4/IE5), rifasamento, gruppi frigo industriali e cogenerazione/trigenerazione.
  • Normative Specifiche: Linee guida ENEA per le diagnosi industriali, normativa sui Certificati Bianchi (TEE) per progetti a consuntivo, ISO 50001 per i sistemi di gestione.
  • Tipico Caso Studio d’Esame: Ottimizzazione di una linea produttiva (es. vetreria, cartiera o metalmeccanica). La prova potrebbe richiedere di dimensionare un impianto fotovoltaico per l’autoconsumo industriale, valutare l’installazione di inverter su pompe/ventilatori o analizzare la fattibilità di un impianto di cogenerazione basandosi sulle curve di carico elettrico e termico orarie.

Consiglio:
Non tentate la “doppia certificazione” (Civile + Industriale) nella stessa sessione se non avete una solida esperienza lavorativa in entrambi i campi. Il carico cognitivo durante lo scritto (spesso 4 ore consecutive) è elevatissimo e il rischio di confusione sui fattori di conversione o sulle normative di riferimento è alto.

Le “Competenze Nascoste” per Superare la Prova Scritta

Molti candidati tecnicamente validi falliscono la prova scritta. Perché? Spesso l’errore non è nel calcolo matematico, ma nell’approccio metodologico. Gli esaminatori cercano la forma mentis del consulente, non solo quella del calcolatore.

1. La Capacità di Fare Ipotesi (Assumptions)

Nel caso studio, spesso mancheranno dei dati. Non è una dimenticanza, è un test. L’EGE deve saper stimare i dati mancanti basandosi sull’esperienza e sulla letteratura tecnica.

  • Cosa fare: Non bloccarsi. Scrivere chiaramente: “In assenza del dato di targa sul rendimento della caldaia datata, ipotizzo un valore cautelativo del 85% basandomi sull’anno di installazione (2005).”
  • Perché: La commissione premia la capacità di giustificare le scelte tecniche (la logica) più del risultato numerico esatto al decimale.

2. Padronanza della Matematica Finanziaria (Senza Excel)

L’EGE deve parlare la lingua del CFO (Chief Financial Officer). Non basta dire “si risparmia energia”, bisogna dire “quanto rende l’investimento”.

  • La sfida: All’esame non avrete fogli di calcolo preimpostati. Dovete saper calcolare con carta e calcolatrice scientifica: VAN (Valore Attuale Netto), TIR (Tasso Interno di Rendimento) e IP (Indice di Profittabilità).
  • Errore comune: Dimenticare di attualizzare i flussi di cassa o confondere il tasso di interesse nominale con quello reale (inflazione).

3. Sintesi e Comunicazione Efficace

La prova scritta è, di fatto, un report tecnico per un cliente simulato. Se il report è illeggibile, disordinato o privo di un Executive Summary (le conclusioni), la valutazione scende.

  • Strategia: Strutturare la risposta con: Analisi dello Stato di Fatto ➝ Proposta di Intervento ➝ Analisi Energetica (tep risparmiati) ➝ Analisi Economica (€ risparmiati e Payback). Usare schemi e bullet points, evitare muri di testo.

📺 Risorse Utili per la Carriera:
Per approfondire come posizionarsi sul mercato dopo la certificazione:
EGE Esperto Gestione Energetica – la figura di riferimento – panoramica sulle opportunità professionali.

Conclusioni: La Certificazione EGE come Driver Strategico per PNRR, EPC e CSRD

Preparare l’esame EGE nel 2026 richiede un cambio di paradigma. Non si tratta più di studiare a memoria la UNI CEI 11339, ma di imparare ad applicarla in scenari di incertezza e complessità. Nel contesto attuale, la certificazione EGE è diventata il pilastro abilitante per tre direttrici fondamentali del mercato:

  • Accesso e Gestione Fondi PNRR: La firma di un EGE certificato è spesso un requisito vincolante per la validazione dei risparmi energetici nei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Senza questa figura, le aziende rischiano la non conformità tecnica e la perdita dei contributi.
  • Sviluppo di Contratti EPC (Energy Performance Contracting): L’EGE funge da garante terzo tra chi investe e chi beneficia dell’efficienza. È l’unica figura in grado di strutturare piani di monitoraggio e verifica (M&V) robusti, minimizzando il rischio finanziario negli interventi a prestazione garantita.
  • Conformità alla Direttiva CSRD e Bilanci ESG: Con l’estensione degli obblighi di reportistica di sostenibilità, le imprese necessitano di un professionista che trasformi i consumi energetici in dati certi per lo “Scope 1” e lo “Scope 2”. L’EGE certificato è il consulente che integra l’efficienza operativa nelle strategie di decarbonizzazione richieste dagli investitori e dalle nuove normative europee.

Il percorso formativo di Copernico Centro Studi è disegnato per colmare il gap tra la teoria normativa e la pratica d’esame. Non vi insegniamo solo le formule, vi insegniamo a ragionare come un EGE certificato, fornendovi checklist operative e simulazioni di casi studio reali tratti dalle sessioni d’esame più recenti.

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📚 Riferimenti Normativi Essenziali

Il Kit Normativo dell’EGE:

  • UNI CEI 11339 – Requisiti generali per la qualificazione degli Esperti in Gestione dell’Energia.
  • Serie UNI CEI EN 16247 – Le norme tecniche per eseguire le Diagnosi Energetiche di qualità.
  • ISO 50001:2018 – Sistemi di Gestione dell’Energia: requisiti e linee guida.
  • D.Lgs. 102/2014 – Decreto cardine sull’efficienza energetica e diagnosi obbligatorie.

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Cos’è la qualifica EGE?

L’Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) è una figura professionale certificata secondo la norma UNI CEI 11339, indispensabile per operare nei processi di efficientamento energetico.

Con il D.Lgs. 102/2014 e le recenti direttive europee, questa qualifica è diventata obbligatoria in molti contesti e rappresenta un importante valore aggiunto professionale.

Dove è obbligatorio l’EGE?

  • Diagnosi energetiche per aziende energivore
  • Progetti presso le Pubbliche Amministrazioni
  • Lavori con le società ESCo
  • Appalti pubblici con requisiti CAM
  • Interventi di efficientamento edilizio
  • Consulenze su incentivi e bonus energia

A chi è rivolto questo corso?

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Responsabile scientifico: Ing. Gabriele Insabato, EGE abilitato, Operations Manager GREEN HEAD LIGHT

1. Diagnosi energetica

4 ore

2. Sistemi di gestione dell’energia e norma ISO 50001

4 ore

3. Sistemi di monitoraggio e contratti per servizi energetici

4 ore

4. Mercato dell’energia elettrica e del gas

8 ore

5. Politiche ambientali e sistema EU ETS – Emission Trading

4 ore

6. Normativa per efficienza energetica e fonti rinnovabili (FER)

8 ore

7. Analisi costi-benefici per interventi di efficientamento

8 ore

8. Approfondimento EGE in ambito civile

4 ore

9. Aggiornamenti normativi 2025

2 ore

📋 Esame di qualifica EGE

L’esame è opzionale e serve solo a chi vuole ottenere la qualifica EGE ufficiale.

🗓️ Quando

Sessioni ogni 2 mesi circa, il secondo o terzo sabato del mese

📍 Dove

Online oppure in sede a Treviso (a tua scelta)

📝 Formato

Test + caso pratico + orale (tutto nella stessa giornata)

💶 Costo esame

793€ IVA inclusa (da versare a ICMQ al momento dell’iscrizione)

Iscriviti al corso EGE

Accesso immediato · Fattura detraibile · Assistenza dedicata

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(463,60€ IVA inclusa) – anche in 12 rate mensili


✓ 44 ore di videolezioni registrate

✓ Dispense scaricabili e stampabili

✓ Tutor didattico disponibile

✓ Accesso H24 per 12 mesi

✓ Crediti formativi riconosciuti

✓ Attestato di frequenza

Oppure bonifico a: IT13S0103061530000000624229
Intestato: ASS. COPERNICO – Causale: EGE

Hai domande?

📍

Via Roma 127, Carbonera (TV)

Smart Working 2025: Le Nuove Regole dopo il DDL Lavoro

Smart Working 2025: Le Nuove Regole dopo il DDL Lavoro

Smart Working 2025: Le Nuove Regole dopo il DDL Lavoro

Guida pratica e aggiornata per praticanti consulenti del lavoro: comunicazioni entro 5 giorni, contenuti dell’accordo, sicurezza e tutele INAIL, controlli digitali e diritto alla disconnessione. Con checklist operativa, errori ricorrenti e FAQ.

Una stagione di assestamento: perché cambia nel 2025

Contesto Il 2025 rappresenta l’anno di stabilizzazione del lavoro agile dopo la fase emergenziale. Il Collegato/DDL Lavoro ha tipizzato la gestione delle comunicazioni amministrative introducendo il termine di 5 giorni per l’invio al Ministero del Lavoro in caso di inizio, proroga, variazione e cessazione dello smart working. Tale nuovo standard si innesta sulla disciplina “di base” della L. 81/2017 (artt. 18–23) e sulle modalità tecniche previste dal DM 149/2022 (portale Servizi Lavoro / invii massivi).

Timeline essenziale

  • 2022 – DM 149/2022 definisce modello e canali delle comunicazioni (portale, file Excel/API).
  • 12 gennaio 2025 – Entrata a regime del termine 5 giorni per i privati previsto dal Collegato Lavoro.
  • 27 marzo 2025Circolare MLPS n. 6/2025: la decorrenza dei 5 giorni è ancorata all’inizio effettivo della prestazione agile; indicazioni su proroghe, variazioni e cessazioni.

Cosa cambia / cosa resta

  • Cambia: termine perentorio di 5 giorni (privati), puntualizzato per tutti gli eventi (start, proroga, variazione, stop).
  • Resta: accordo scritto tra le parti con contenuti minimi L. 81/2017; informativa salute e sicurezza; tutele INAIL; rispetto privacy e controlli ex art. 4 Statuto.
  • PA e somministrazione: regole di comparto con calendario differenziato (prassi del giorno 20 del mese successivo per i flussi).
Attenzione sanzioni: omissione o ritardo della comunicazione comportano 100–500 € per ciascun lavoratore (art. 19, c. 3, D.Lgs. 276/2003). Conservare sempre ricevute e log di invio.

Implicazioni operative per gli studi. Il nuovo termine “breve” impone: (i) un registro scadenze per gestire start/stop; (ii) procedure per invii massivi (file Excel/API); (iii) allineamento delle policy interne su disconnessione, BYOD e controlli; (iv) aggiornamento dei template di accordo per includere i riferimenti 2025.

📺 Suggerimento didattico:
Ripassa la cornice legale del lavoro agile (L. 81/2017, DM 149/2022, Collegato Lavoro e Circolare MLPS 6/2025). Inserisci qui l’eventuale link alla lezione Copernico.

Le 10 regole pratiche da conoscere (2025)

  1. Comunicazione obbligatoria al MLPS entro 5 giorni (privati) dall’effettivo inizio della prestazione; stesso termine per proroghe/variazioni/cessazioni. Per PA e agenzie: regola del giorno 20 del mese successivo.
  2. Piattaforma: Servizi Lavoro (SPID/CIE) o API/Excel per invii massivi.
  3. Accordo scritto sempre necessario (post-emergenza); si conserva 5 anni (non si trasmette).
  4. Contenuti minimi: durata, alternanza, strumenti, tempi di riposo e misure di disconnessione, controlli e condotte disciplinari.
  5. Sanzioni: 100–500 € per lavoratore per ritardo/omissione comunicazioni.
  6. Stop ai “diritti emergenziali” generalizzati (fragili/genitori under 14), salvo diversa disciplina contrattuale/organizzativa.
  7. Privacy: niente geolocalizzazione; controlli legittimi solo nei limiti di Statuto/GDPR e previa informativa.
  8. Sicurezza: informativa annuale su rischi (art. 22 L. 81/2017); tutele INAIL anche in itinere in certi casi.
  9. Luogo: no postazione fissa; garantire equivalenza tutele e protezione dati.
  10. Documentazione: accordo + informativa rischi + ricevute invio + registro variazioni.

Comunicazioni obbligatorie: cosa, come e quando

Che cosa inviare

  • Nominativi dei lavoratori interessati
  • Date (inizio/fine, nuova scadenza se proroga)
  • Eventi (variazione; cessazione anticipata)

Come inviare

Portale Servizi LavoroComunicazione lavoro agile (SPID/CIE) – disponibile anche file Excel/API per invii massivi.

Quando inviare (privati)

  • Inizio: entro 5 giorni dall’avvio effettivo
  • Proroga: entro 5 giorni dalla stipula della proroga
  • Variazione/Cessazione: entro 5 giorni dall’evento
Attenzione sanzioni: omissione o ritardo = 100–500 € per ciascun lavoratore. Conserva le ricevute d’invio.

Accordo di lavoro agile: i contenuti che non possono mancare

Quadro generale. Lo strumento cardine del lavoro agile rimane l’accordo individuale ex artt. 18–23 L. 81/2017, distinto e autonomo rispetto alla comunicazione amministrativa al Ministero (che ha funzione certificativa/statistica). L’accordo disciplina l’organizzazione della prestazione (tempi, luoghi, strumenti), i diritti del lavoratore (riposi, disconnessione, tutele di salute e sicurezza, trattamento economico/normativo), i poteri datoriali (organizzazione, direttiva, controllo nel perimetro dell’art. 4 Statuto) e le regole su dati e asset aziendali (confidenzialità, cybersecurity, BYOD). È opportuno coordinare l’accordo con CCNL, policy interne (es. Policy di Disconnessione, IT/Security, BYOD), informativa salute e sicurezza (art. 22 L. 81/2017) e documentazione privacy (informativa art. 13 GDPR, eventuale DPIA, registro trattamenti). Prevedere sempre durata (a termine/indeterminato), recesso e procedure di modifica, oltre alla ripartizione di oneri (dotazioni, rimborsi spese) e alle regole sul trattamento di assenze, straordinari e reperibilità.

  • Durata (a termine/indeterminato) e modalità di recesso
  • Tempi di riposo e misure di disconnessione (fasce di contattabilità, blocco notifiche, reperibilità)
  • Alternanza in presenza/da remoto e luogo/i di esecuzione
  • Strumenti (dotazioni, uso di device personali, policy BYOD; standard minimi di cybersecurity)
  • Controlli e condotte disciplinari nel rispetto di Statuto lavoratori e GDPR
  • Sicurezza: richiamo all’informativa sui rischi (consegna almeno annuale) e buone prassi
Tip: allega all’accordo l’Informativa Salute e Sicurezza aggiornata (rev. 2025) e la Policy di Disconnessione.

Privacy, controlli digitali e diritto alla disconnessione

Controlli a distanza (art. 4 Statuto) e GDPR

  • Base giuridica: legittimo interesse (art. 6(1)(f) GDPR) e obblighi di sicurezza/organizzazione. Il consenso del lavoratore non è idoneo per i controlli.
  • Requisiti: necessità, proporzionalità, minimizzazione (art. 5 GDPR); informativa art. 13; eventuale DPIA per strumenti intrusivi; misure tecniche (logging, pseudonimizzazione, cifratura).
  • Strumenti: ammessi solo se funzionali all’organizzazione/sicurezza; vietati sistemi di monitoraggio massivo o eccedenti lo scopo.
  • Conservazione: policy di retention (email/log) coerenti con finalità e minimizzazione.

Geolocalizzazione e tracciamenti

Divieto di geolocalizzazione dei dipendenti in smart working: il Garante ha sanzionato l’uso di sistemi che tracciano la posizione del lavoratore durante la prestazione agile. Implementare controlli non invasivi, alternativi e non basati sulla posizione.

Email, strumenti collaborativi e metriche

  • Audit “light” su volumi/tempi di connessione è possibile se anonimizzato/aggregato e con informativa chiara.
  • Vietate letture sistematiche del contenuto delle email; ammessi filtri antimalware/antispam.
  • BYOD: se consentito, definire Mobile Device Management, separazione profili, cifratura, blocco remoto.

Diritto alla disconnessione

  • Non è un diritto autonomo codificato, ma è obbligatorio indicare in accordo tempi di riposo e misure per garantirlo (art. 19 L. 81/2017; Protocollo nazionale 7.12.2021).
  • Esempi: silenzio notifiche in fasce di riposo; esclusione di reperibilità salvo turni; regole per meeting fuori fascia.

Salute, sicurezza e tutele assicurative

  • Informativa annuale sui rischi generali e specifici (art. 22 L. 81/2017), consegnata al lavoratore e all’RLS.
  • Tutela INAIL anche per attività svolte all’esterno dei locali aziendali e, in determinati casi, per l’infortunio in itinere.
  • Buone prassi: ergonomia postazione, pause VDT, protezione dati in ambienti domestici/terzi.

Errori ricorrenti (e come evitarli)

ErroreConseguenzaSoluzione
Inviare la comunicazione “in anticipo” e non aggiornarla all’avvio effettivoTermine dei 5 giorni calcolato maleAll’avvio effettivo, verifica e registra l’evento corretto (variazione)
Mancanza clausole su disconnessioneRischi ispettivi e contenziosoPrevedi fasce di contattabilità, blocchi notifiche e turnazioni
Monitoraggio invasivoIllegittimità + possibili sanzioni GaranteLimita i controlli, fai DPIA, adotta metriche non invasive
Informativa sicurezza genericaNon conformità art. 22Personalizza per mansioni/luoghi, aggiorna almeno annualmente

Checklist operativa per lo studio

  1. Template accordo 2025 (con disconnessione, BYOD, controlli)
  2. Informativa rischi aggiornata + consegna lavoratore/RLS
  3. Procedura invii Servizi Lavoro (ruoli, deleghe, Excel/API)
  4. Registro scadenze (start/proroghe/cessazioni) con alert 5 giorni
  5. Policy BYOD & sicurezza dati per lavoro da remoto
  6. Archivio ricevute telematiche + conservazione accordi (5 anni)

Suggerimento: integra la checklist nel gestionale e crea alert automatici.

FAQ essenziali

Chi ha “diritto” allo smart working nel 2025?
Non esiste un diritto generalizzato nel privato: si procede per accordo individuale/CCNL/policy aziendale. I “diritti” emergenziali non sono più in vigore salvo diversa disciplina.

Il datore può imporre la geolocalizzazione?
No: il Garante ha ritenuto illecita la geolocalizzazione dei dipendenti in smart working; i controlli devono rispettare Statuto e GDPR ed essere proporzionati.

Serve indicare il luogo preciso?
Non necessariamente, ma è buona prassi limitare i luoghi (domicilio/altro luogo idoneo) e richiamare regole di sicurezza e protezione dati.

📚 Fonti e Bibliografia

Fonti normative e istituzionali

  • DM 149/2022 – modalità e modelli per la comunicazione telematica del lavoro agile – PDF MLPS
  • L. 22 maggio 2017, n. 81 (artt. 18–23; art. 19 disconnessione) – Normattiva
  • Smart working – Servizi Lavoro (portale, invii massivi/Excel, modulistica) – MLPS
  • Protocollo nazionale sul lavoro agile (7.12.2021) – PDF
  • Sanzioni comunicazioni – art. 19, c. 3, D.Lgs. 276/2003 (FAQ URP MLPS) – MLPS – URP

Chiarimenti su “5 giorni” e decorrenza

  • Collegato Lavoro & Circolare MLPS 6/2025 – focus sulla decorrenza dall’inizio effettivo e sugli eventi (proroghe/cessazioni) – ASSIV · FiscoeTasse · Studio Gambalonga

Privacy, controlli e geolocalizzazione

📅 Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2025 – h 13:00 CET