Bilancio & OIC 2026

📚 Lettura: circa 10 minuti  ·  Categoria: Esame Commercialista

Sono le 9:02. Apri la busta. Leggi la traccia.

“La società Alfa S.r.l. ha acquistato un macchinario nel 2021 per €480.000, ammortizzato in 8 anni. A fine 2025 emerge un indicatore di perdita durevole. Determinare il valore recuperabile secondo OIC 9 e indicare il trattamento contabile e l’informativa di nota integrativa.”

E tu stai lì. Sai cos’è OIC 9. Hai letto la definizione. Ma non ricordi se devi confrontare il valore d’uso con il fair value, se la svalutazione si fa per la differenza o per la quota eccedente, se va in nota integrativa o solo in calce allo stato patrimoniale.

Questo è il problema vero dell’esame di abilitazione commercialista nel 2026. Non è la teoria. È sapere cosa fare quando sei davanti alla traccia.


Perché studiare il bilancio “a manuale” non basta per le prove 2026

Negli ultimi tre anni, le commissioni d’esame hanno progressivamente spostato l’asse delle prove. Meno definizioni, più applicazione diretta. Le tracce d’esame 2023-2025 lo dimostrano con chiarezza.

Le richieste che si ripetono con più frequenza nelle prove di bilancio civilistico e principi OIC sono:

  • Redazione parziale dello Stato Patrimoniale con voci specifiche da rettificare — svalutazioni, rivalutazioni, variazioni di stima
  • Nota integrativa su singole voci: non “elenca i contenuti della nota integrativa”, ma “scrivi la nota integrativa relativa alle immobilizzazioni immateriali di Alfa S.p.A.”
  • OIC 29 applicato: un cambiamento di principio contabile con effetto retroattivo da contabilizzare sul patrimonio netto d’apertura
  • Raccordo civilistico-fiscale: partire dall’utile ante imposte, calcolare le variazioni in aumento/diminuzione IRES, determinare le imposte correnti e differite

Nessuna di queste richieste si supera con una buona memoria. Si supera con un metodo di lavoro rodato e con la pratica su casi numerici reali.

⚠️ Errore comune: studiare gli OIC nell’ordine del manuale — OIC 1, OIC 2, OIC 3 — e arrivare all’esame con OIC 9 e OIC 29 visti di corsa nell’ultima settimana. Sono esattamente quelli che le commissioni inseriscono nelle tracce con maggiore frequenza.

I 6 OIC critici per l’esame di commercialista 2026: cosa chiedono davvero

Non ti serve conoscere tutti i 31 principi OIC alla perfezione. Ti serve padroneggiare questi sei come se li avessi scritti tu. Per ciascuno: cosa chiede realmente la prova, il trabocchetto più comune e la regola operativa da applicare.

OIC 9 — Svalutazione e ripristino di valore delle attività

Cosa chiede davvero l’esame: non la definizione di “perdita durevole di valore”. Ti chiede di calcolare il valore recuperabile — il maggiore tra il valore d’uso (flussi di cassa futuri attualizzati) e il fair value netto dei costi di vendita — e confrontarlo con il valore netto contabile per determinare l’entità della svalutazione.

Esempio numerico: macchinario con valore netto contabile €320.000. Fair value netto = €260.000. Valore d’uso = €295.000. Valore recuperabile = max(260.000; 295.000) = €295.000. Svalutazione = 320.000 − 295.000 = €25.000, da rilevare alla voce D.19 del Conto Economico.

⚠️ Trabocchetto: molti candidati confrontano il fair value direttamente con il valore contabile, ignorando il valore d’uso. Il valore recuperabile è sempre il maggiore dei due, non il minore. L’errore è ricorrente e la commissione lo conosce.
✓ Regola operativa OIC 9: se la traccia non fornisce il tasso di sconto per il valore d’uso, menziona esplicitamente il WACC come criterio di riferimento. La commissione valuta il ragionamento metodologico, non solo il numero finale.

OIC 13 — Rimanenze di magazzino

Cosa chiede davvero l’esame: la scelta del metodo di valorizzazione (FIFO o Costo Medio Ponderato) e il confronto sistematico con il valore netto di realizzo (NRV). Se il NRV è inferiore al costo, le rimanenze si svalutano. Il ripristino è ammesso negli esercizi successivi se le condizioni di mercato migliorano.

Esempio numerico: 1.000 unità di prodotto finito. Costo FIFO = €45/unità. Prezzo di vendita atteso = €50/unità. Costi di completamento e vendita = €8/unità. NRV = 50 − 8 = €42/unità. Valore rimanenze = min(45; 42) × 1.000 = €42.000. Svalutazione da rilevare = €3.000.

⚠️ Trabocchetto: il metodo LIFO è stato abolito in Italia con il D.Lgs. 139/2015. Se la traccia presenta un bilancio ante-riforma valorizzato con LIFO, ti sta chiedendo di gestire un cambiamento di principio contabile ai sensi di OIC 29. Non ignorarlo: è un collegamento che molti candidati mancano.

OIC 16 — Immobilizzazioni materiali

Cosa chiede davvero l’esame: la componentizzazione — quando un’immobilizzazione ha componenti con vite utili significativamente diverse, ciascuna va ammortizzata separatamente. E il trattamento dei costi successivi all’acquisto: la manutenzione ordinaria va a Conto Economico, quella straordinaria incrementa il valore del bene solo se aumenta la vita utile o la capacità produttiva.

Esempio numerico: impianto da €600.000 con struttura portante €420.000 (vita utile 20 anni) e componente tecnica €180.000 (vita utile 5 anni). Ammortamento anno 1 con componentizzazione: 420.000/20 + 180.000/5 = €21.000 + €36.000 = €57.000. Senza componentizzazione avresti scritto €600.000/15 = €40.000. Differenza: €17.000. Non è trascurabile.

⚠️ Trabocchetto: la componentizzazione scatta solo quando le componenti hanno una differenza di vita utile “significativa” secondo OIC 16. L’applicazione è obbligatoria nei casi previsti, e la scelta adottata va sempre descritta in nota integrativa.

OIC 24 — Immobilizzazioni immateriali

Cosa chiede davvero l’esame: la distinzione tra costi capitalizzabili e costi da spesare a Conto Economico. I costi di sviluppo possono essere capitalizzati se soddisfano tutti i requisiti OIC 24 (fattibilità tecnica, intenzione di completare, esistenza di un mercato o utilizzo interno, disponibilità di risorse adeguate). I costi di ricerca vanno sempre a Conto Economico, senza eccezioni possibili.

L’avviamento è capitalizzabile solo se acquisito a titolo oneroso (avviamento derivativo). L’avviamento originario non entra mai in bilancio, in nessuna circostanza.

✓ Regola operativa OIC 24: avviamento iscritto = ammortamento obbligatorio, massimo 10 anni salvo vita utile stimabile con attendibilità. In OIC 24 non esiste il “test di impairment annuale” dei principi IFRS: si ammortizza sempre. Questo punto distingue nettamente la norma italiana da IAS 38 e IFRS 3, e le commissioni lo testano spesso.

OIC 25 — Imposte sul reddito

Cosa chiede davvero l’esame: il raccordo tra risultato civilistico e imponibile fiscale IRES. Devi identificare le differenze temporanee (deducibili → imposte anticipate attive; imponibili → imposte differite passive) e le differenze permanenti, che non generano mai fiscalità differita.

Esempio numerico: ammortamento civilistico di un bene = €20.000. Ammortamento fiscalmente deducibile nell’anno = €12.000 (aliquota ridotta per il primo anno). Differenza temporanea imponibile = €8.000. Imposta differita passiva = €8.000 × 24% (IRES) = €1.920, da iscrivere nella voce B2 del passivo dello Stato Patrimoniale.

⚠️ Trabocchetto: confondere differenze temporanee con differenze permanenti. Le plusvalenze rateizzate fiscalmente generano differenze temporanee (→ imposte differite passive). Le spese di rappresentanza indeducibili sono differenze permanenti: nessuna imposta differita. La distinzione vale il 40% del punteggio su OIC 25.

OIC 29 — Cambiamenti di principi contabili, stime, errori

Cosa chiede davvero l’esame: l’applicazione dell’effetto retroattivo. Quando cambi un principio contabile (non una stima), devi ricalcolare i saldi di apertura come se il nuovo principio fosse sempre stato applicato. La differenza cumulata va imputata al patrimonio netto d’apertura, non al Conto Economico dell’esercizio corrente.

I cambiamenti di stima contabile (ad esempio la variazione della vita utile di un bene) si applicano invece in modo prospettico: effetto solo dall’esercizio corrente in avanti, senza rettifiche retroattive.

✓ Regola operativa OIC 29: principio contabile → applicazione retroattiva → rettifica del patrimonio netto. Stima contabile → applicazione prospettica → Conto Economico corrente. Questa distinzione compare in quasi ogni prova che include OIC 29. Memorizzarla è prioritario.

Il Metodo BRDO: framework operativo per le 6 ore di prova

Non puoi entrare in sala d’esame senza un metodo. Sei ore sembrano tante finché non cominci. Il Metodo BRDO è lo schema operativo che ti permette di non perdere punti per disorganizzazione, a prescindere dalla traccia estratta.

BRDO = Basi → Raccordo → Disclosure → Output

B — BASI (ore 0:00 → 1:30)

Cosa fare: leggi tutta la traccia prima di scrivere una riga. Identifica le voci di bilancio coinvolte, gli OIC richiamati, i dati numerici forniti. Costruisci uno schema su carta: Stato Patrimoniale, Conto Economico, eventuale Nota Integrativa. Capisci cosa ti viene chiesto prima di decidere come rispondere.

Errore fatale: iniziare a scrivere al minuto 3. Chi parte troppo presto si incaglia a metà traccia e perde il filo. La commissione vede la differenza tra chi ragiona e chi scrive senza struttura.


R — RACCORDO (ore 1:30 → 3:30)

Cosa fare: esegui tutti i calcoli numerici. Schema: dato grezzo fornito dalla traccia → applicazione del principio OIC → valore rettificato. Per OIC 25: calcola le variazioni fiscali e determina le imposte correnti, anticipate e differite. Per OIC 9: calcola il valore recuperabile e contabilizza la svalutazione. Annota tutti i passaggi intermedi in modo leggibile.

Errore fatale: fare i calcoli a mente. Scrivi ogni passaggio. Un errore aritmetico con passaggi visibili perde meno punti di un risultato corretto senza dimostrazione.


D — DISCLOSURE (ore 3:30 → 5:00)

Cosa fare: redigi la nota integrativa. Non la lista astratta dei contenuti previsti dall’art. 2427 c.c. — la nota integrativa concreta per quel bene, quella svalutazione, quel cambiamento di principio specifico della traccia. Formula tipo: “La società ha proceduto alla svalutazione dell’immobilizzazione X per un importo di €Y, determinato sulla base del valore recuperabile stimato pari a €Z secondo il principio OIC 9.”

Errore fatale: saltare la nota integrativa perché “non c’è più tempo”. È spesso la sezione che discrimina tra la sufficienza e una prova buona. Pianifica il tempo prima di iniziare.


O — OUTPUT (ore 5:00 → 6:00)

Cosa fare: rileggi tutto. Verifica la quadratura dello Stato Patrimoniale. Controlla che le scritture contabili bilancino. Integra i passaggi mancanti e aggiungi i riferimenti normativi dove li hai omessi (art. 2426 c.c., OIC n.). Nell’ultimo quarto d’ora non aggiungere nuovi argomenti: consolida e raffina quello che hai già scritto.

Errore fatale: usare quest’ora per aggiungere contenuti nuovi e disorganizzati. La commissione preferisce una risposta coerente e incompleta a una risposta completa ma caotica.

Esercitati sul Metodo BRDO con tracce reali →


Checklist esame commercialista 2026: 3 livelli di preparazione

Stampa questa checklist. Usala ogni settimana per capire dove sei e cosa manca ancora. Non è una lista da spuntare una volta sola — è uno strumento di monitoraggio continuo della tua preparazione su bilancio civilistico e principi OIC.

🟦 LIVELLO 1 — Fondamenta (devi saperlo a memoria)

  • ☐ Schemi di Stato Patrimoniale e Conto Economico art. 2424 e 2425 c.c. — a memoria, senza aprire il codice
  • ☐ Criteri di valutazione dell’art. 2426 c.c.: costo storico, costo ammortizzato per crediti/debiti, metodo del patrimonio netto
  • ☐ Principi generali di bilancio: competenza, prudenza e continuità aziendale (OIC 11)
  • ☐ Metodi di ammortamento: quote costanti vs quote decrescenti (OIC 16)
  • ☐ Differenza tra manutenzione ordinaria e straordinaria e relativo trattamento contabile
  • ☐ FIFO vs Costo Medio Ponderato: calcolo base su 4-5 movimenti di magazzino (OIC 13)
  • ☐ Scrittura contabile di imposte anticipate e differite con aliquota IRES 24% (OIC 25)
  • ☐ Differenza tra principio contabile e stima contabile secondo OIC 29
  • ☐ Contenuti minimi della nota integrativa ex art. 2427 c.c., punti 1-22
  • ☐ Componenti del patrimonio netto e loro movimentazione esercizio per esercizio

🟧 LIVELLO 2 — Applicazione (devi saper svolgere il calcolo)

  • ☐ Calcolo del valore recuperabile OIC 9 con valore d’uso e fair value netto forniti dalla traccia
  • ☐ Redazione di una sezione dello Stato Patrimoniale con svalutazione di immobilizzazione e impatto sul Conto Economico
  • ☐ Calcolo delle imposte anticipate attive su una perdita fiscale riportabile a nuovo
  • ☐ Raccordo tra utile civilistico e reddito imponibile IRES con 3-4 variazioni fiscali
  • ☐ Applicazione retroattiva di un cambiamento di principio contabile sul patrimonio netto d’apertura (OIC 29)
  • ☐ Valutazione di una partecipazione con metodo del patrimonio netto — OIC 21
  • ☐ Stesura della nota integrativa sulle immobilizzazioni materiali per un caso specifico dato dalla traccia
  • ☐ Componentizzazione di un bene complesso con calcolo degli ammortamenti separati per vita utile

🟩 LIVELLO 3 — Differenziazione (ti distingue dagli altri candidati)

  • ☐ Confronto OIC vs IAS/IFRS su 3 voci: avviamento (OIC 24 vs IAS 38/IFRS 3), leasing (OIC 16 vs IFRS 16), rimanenze (OIC 13 vs IAS 2)
  • ☐ Trattamento contabile di un’operazione di lease-back: identificazione della componente finanziaria e commerciale
  • ☐ Effetto fiscale di una rivalutazione volontaria ex legge speciale: affrancamento e imposta sostitutiva
  • ☐ Redazione completa di nota integrativa con commento alle variazioni rispetto all’esercizio precedente
  • ☐ Identificazione e trattamento di un errore contabile rilevante (OIC 29): rettifica retroattiva con impatto fiscale
Come usare la checklist: se a marzo non hai ancora completato il Livello 1 e punti a luglio, ridefinisci il piano ora. Se a luglio non hai il Livello 2 e punti a novembre, intensifica da agosto. Non aspettare l’autunno per scoprire le lacune: a quel punto il margine di recupero si riduce drasticamente.

Domande frequenti sull’esame commercialista 2026 e i principi OIC

OIC 13: il metodo LIFO è ancora valido per l’esame?

No. Il metodo LIFO è stato abrogato in Italia con il D.Lgs. 139/2015. I metodi ammessi dai principi OIC sono FIFO e Costo Medio Ponderato. Se una traccia presenta un bilancio ante-riforma valorizzato con LIFO, ti sta chiedendo di gestire un cambiamento di principio contabile secondo OIC 29 — con effetto retroattivo sul patrimonio netto d’apertura.

Qual è la differenza tra cambiamento di principio e cambiamento di stima in OIC 29?

Un cambiamento di principio contabile (es. passaggio da LIFO a FIFO nelle rimanenze) richiede applicazione retroattiva: l’effetto cumulato va imputato al patrimonio netto d’apertura. Un cambiamento di stima contabile (es. variazione della vita utile residua di un macchinario) si applica in modo prospettico: l’effetto si riflette esclusivamente nell’esercizio corrente e nei successivi.

Nelle prove 2026 è più probabile OIC 9 o OIC 25?

Entrambi compaiono con alta frequenza nelle tracce degli ultimi anni. OIC 9 tende ad apparire in tracce che includono un bene con indicatore di perdita durevole di valore. OIC 25 compare quasi sempre quando la traccia richiede il raccordo civilistico-fiscale, che è una delle strutture più ricorrenti. La preparazione su entrambi è prioritaria rispetto a qualsiasi altro OIC.

È possibile prepararsi all’esame commercialista 2026 in 6 mesi?

Sì, con un piano strutturato e almeno 20-25 ore settimanali di studio. La sessione di luglio 2026 richiede una preparazione intensiva da gennaio, con priorità assoluta agli OIC critici, alla pratica su casi numerici e alla gestione del tempo in prova. La sessione di novembre offre 10 mesi e un ritmo più diluito, ma espone al rischio procrastinazione.


Costruire questo metodo da soli richiede mesi: l’alternativa strutturata

Quello che hai letto in questo articolo — la selezione degli OIC critici, il Metodo BRDO, la checklist a livelli — è il risultato di un’analisi sistematica delle tracce d’esame degli ultimi anni e di esperienza diretta con praticanti che hanno superato la prova.

Puoi costruire tutto questo da solo. Ma ci vorrà tempo: capire cosa chiede realmente la commissione, selezionare i casi pratici corretti, costruire gli schemi operativi, testare il metodo su tracce reali. Tempo che, durante il praticantato, è la risorsa più scarsa.

Il corso Bilancio e OIC di Copernicus CS è strutturato per questo: non per ripeterti la teoria che hai già studiato all’università, ma per darti il framework applicativo, i casi numerici commentati e gli schemi di risposta che funzionano in sede d’esame.

  • OIC critici analizzati con approccio applicativo — casi numerici, non definizioni
  • Simulazioni su tracce degli ultimi anni con correzione guidata passo per passo
  • Metodo BRDO applicato a prove reali con gestione del tempo inclusa
  • Focus specifico sul raccordo civilistico-fiscale e sulla redazione della nota integrativa

Vai al corso per praticanti commercialisti – esame abilitazione 2026 →

Accesso immediato · Materiali scaricabili · Aggiornato alle prove 2025


Hai trovato utile questo articolo? Nei prossimi mesi pubblicherò guide operative sulle altre materie d’esame: fiscalità d’impresa, bilancio consolidato e revisione legale. Seguimi per non perdere i prossimi contenuti dedicati all’esame di abilitazione commercialista.

Stai preparando la sessione di luglio o novembre 2026? Scrivilo nei commenti: confrontarsi con chi è nella stessa situazione aiuta più di qualsiasi manuale.

Come preparare l’esame di stato da Assistente Sociale 2026

Esame di Stato Assistente Sociale 2026: Roadmap e Guida allo Studio

Il Percorso verso l’Abilitazione: Strategie e Scadenze per l’Anno in Corso

La preparazione per l’Esame di Stato per Assistente Sociale 2026 rappresenta un momento cruciale per i praticanti che mirano all’iscrizione all’Albo A (Assistente Sociale Specialista) e all’Albo B. Con le sessioni d’esame previste indicativamente per giugno e novembre, la pianificazione temporale dello studio diventa l’asset fondamentale per superare le prove scritte e orali.

L’evoluzione normativa recente, in particolare l’attuazione piena della Riforma della Non Autosufficienza e i decreti attuativi della Riforma Cartabia, impone un aggiornamento sostanziale rispetto ai manuali universitari classici. In questo articolo tracciamo una panoramica dei temi caldi, fornendo una bussola per orientarsi tra teoria, metodologia e analisi dei casi pratici.

📺 Video Fondamentale – I Pilastri della Professione:
Prima di affrontare i singoli casi, è cruciale comprendere la cornice istituzionale in cui opera il professionista. Consigliamo la visione di:
I tre mandati del servizio sociale – Il mandato istituzionale-professionale
Un focus essenziale per distinguere e integrare le responsabilità verso l’Ente, la professione e l’utenza, concetto cardine spesso richiesto in sede d’esame.

Piano Editoriale e Tematiche di Studio 2026

Calendario Strategico: Cosa Studiare Mese per Mese

Per supportare i candidati, abbiamo elaborato un cronoprogramma che incrocia i macro-argomenti con le tempistiche delle sessioni d’esame. Questo schema permette di distribuire il carico cognitivo ed arrivare alla data dell’esame con una preparazione solida, simile a quella strutturata nel nostro Corso di preparazione all’Esame di Stato.

Periodo Focus Didattico Titoli e Temi da Approfondire
Gennaio – Febbraio
Fondamenta Normative
Legislazione e Organizzazione• La L. 328/00 vent’anni dopo: integrazione socio-sanitaria
• Il Terzo Settore e la Coprogettazione
• I Livelli Essenziali di Assistenza Sociale (LEPS)
Marzo – Aprile
Metodologia
Il Processo Metodologico• La Visita Domiciliare: tecniche e obiettivi
• Il Colloquio nel Servizio Sociale
• La Valutazione Multidimensionale
Maggio – Giugno
Rush Sessione Estiva
Simulazioni Pratiche• Guida alla stesura del Caso Pratico (Minori/Anziani)
• La stesura di un Progetto Individualizzato
• Tecniche di gestione della prova orale
Luglio – Agosto
Aggiornamento
Deontologia e Riflessività• Analisi ragionata del Codice Deontologico (2020)
• I dilemmi etici nella professione
• Analisi delle tracce uscite nella I sessione
Settembre – Ottobre
Focus Aree Specialistiche
Ambiti di Intervento• Tutela Minori e Riforma Cartabia
• Salute Mentale e Dipendenze
• Misure di contrasto alla povertà (ADI)
Novembre – Dicembre
Rush Sessione Invernale
Sintesi e Ripasso• Mappe concettuali per il ripasso rapido
• Simulazione prova scritta Albo A (Pianificazione)
• Check-list normativa 2026

Focus Normativo: Le Novità Imprescindibili del 2025/2026

L’aggiornamento normativo è il vero “filtro” delle commissioni d’esame. Rispondere con normative abrogate (come il Reddito di Cittadinanza) o superate è causa immediata di insufficienza. Ecco i pilastri legislativi da padroneggiare:

  • Riforma della Disabilità (D.Lgs. 62/2024): È fondamentale conoscere il passaggio dall’approccio assistenzialistico al Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato. Il candidato deve saper spiegare il funzionamento delle nuove Unità di Valutazione Multidimensionale e l’abbandono delle definizioni di “handicap” in favore delle classificazioni ICF.
  • Riforma Cartabia e Giustizia Minorile: La piena operatività del Tribunale per le Persone, per i Minorenni e per le Famiglie (TPMF) ha ridefinito le competenze. È necessario studiare il nuovo ruolo del Curatore Speciale del Minore e come l’Assistente Sociale interagisce con questa figura, oltre alle nuove procedure per l’ascolto del minore.
  • Assegno di Inclusione (ADI): Non basta conoscere la misura economica. L’esame richiede competenza sul Patto di Attivazione Sociale, sull’utilizzo della piattaforma GePI e sul ruolo del Case Manager nella presa in carico dei nuclei familiari con fragilità (minori, disabili, over-60).
  • Non Autosufficienza (L. 33/2023): La riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, con l’introduzione dei LEPS specifici e il potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata, è un tema caldissimo per le tracce relative all’area adulti/anziani.

📺 Video Approfondimento – La Cassetta degli Attrezzi:
Come tradurre queste norme in strumenti operativi? Un excursus pratico su cosa utilizzare e quando:
Gli Strumenti dell’Assistente Sociale – preparazione esame Albo A-B
Analisi degli strumenti tecnici indispensabili per la gestione del processo di aiuto.

La Prova Pratica: Lo Scoglio Principale

La statistica parla chiaro: la prova pratica è dove avviene la maggior selezione. L’errore più comune non è la mancanza di conoscenze, ma l’incapacità di applicarle in una sequenza logica professionale. Il candidato non deve “raccontare” cosa farebbe, ma “progettare” l’intervento.

Lo schema vincente per la stesura del caso (Metodo Copernico):

  1. Decodifica della Domanda: Distinguere tra domanda esplicita (ciò che l’utente chiede) e domanda latente (il bisogno reale sottostante). In questa fase bisogna citare l’accoglienza e il segretariato sociale.
  2. Assessment e Valutazione: Definire quali strumenti utilizzare per la raccolta dati (visita domiciliare, colloquio sistemico, genogramma, ecomappa). È obbligatorio esplicitare il modello teorico di riferimento (es. Modello Unitario Centrato sul Compito o Modello di Rete).
  3. Progettazione dell’Intervento (Obiettivi SMART):
    • Specifici: Cosa si vuole ottenere esattamente?
    • Misurabili: Come verificherò il successo? (es. frequenza scolastica > 80%).
    • Attuabili: Le risorse (formali e informali) sono disponibili?
    • Rilevanti: Rispondono al bisogno prioritario?
    • Temporizzati: Entro quando? (Cronoprogramma).
  4. Valutazione e Monitoraggio: Prevedere momenti di verifica in itinere ed ex-post. Come si chiude il caso? Come si garantisce la continuità assistenziale?

📺 Video Esercitazione – Come Scrivere il Tema:
Per visualizzare come strutturare l’elaborato scritto evitando gli errori metodologici:
Consigli per superare esame assistente sociale A B – impostare il tema
Una guida step-by-step per organizzare la scaletta e argomentare con efficacia professionale.

Strumenti e Risorse per il Candidato

Competenze Trasversali e “Postura” Professionale

Superare l’esame di stato, specialmente nella fase orale, richiede di dimostrare non solo di “sapere”, ma di “essere” un Assistente Sociale. Le commissioni valutano la maturità professionale attraverso specifiche competenze trasversali:

  • Capacità Riflessiva: Saper motivare le proprie scelte. Di fronte a una domanda critica della commissione (es. “Perché ha scelto l’affido eterofamiliare invece dell’educativa domiciliare?”), il candidato non deve difendersi, ma argomentare basandosi su criteri tecnici e deontologici.
  • Gestione dell’Emotività e del Conflitto: Dimostrare di saper mantenere la giusta distanza emotiva nei casi ad alto impatto (abusi, violenza di genere), evitando sia il coinvolgimento eccessivo che il distacco burocratico.
  • Proprietà di Linguaggio Tecnico: L’uso di termini inappropriati (es. “aiutare i poveri” invece di “contrasto all’emarginazione”, o “togliere i figli” invece di “allontanamento a scopo di tutela”) è spesso motivo di bocciatura. Il lessico definisce l’identità professionale.
  • Visione di Rete: Dimostrare di non lavorare mai da soli (“Io faccio”), ma di saper attivare l’équipe multidisciplinare, il terzo settore e le risorse della comunità.

📺 Video Focus – L’approccio preventivo:
Un aspetto spesso sottovalutato ma centrale nelle nuove politiche di welfare:
La prevenzione nel servizio sociale
Come passare dalla logica dell’emergenza a quella della programmazione e prevenzione.

Considerazioni Conclusive

La preparazione all’Esame di Stato per Assistente Sociale richiede un approccio dinamico, capace di integrare i pilastri storici della professione con le rapide trasformazioni del welfare italiano. Il piano di studi deve necessariamente alternare sessioni teoriche su manuali aggiornati a sessioni pratiche di scrittura e rielaborazione di casi.

Copernico Centro Studi continuerà a monitorare le date ufficiali delle sessioni. Per chi necessita di un affiancamento strutturato, è disponibile il nostro percorso formativo dedicato, progettato per accompagnare il praticante fino al giorno dell’esame.

📚 Fonti e Bibliografia Consigliata

Riferimenti Istituzionali (Link Utili):

Normativa e Deontologia:

Aggiornamenti Legislativi 2025/2026:

🔗 Nota: Si consiglia di verificare sempre i bandi specifici delle singole Università sedi di esame.
📅 Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2026

Il ruolo dell’EGE nel 2026

Certificazione EGE UNI CEI 11339: Guida Tecnica alla Preparazione 2026

Il Ruolo dell’EGE nella Transizione Energetica

Il 2026 si conferma un anno spartiacque per il settore dell’efficienza energetica. Con l’piena operatività della direttiva EPBD IV (Case Green) e l’impatto del meccanismo CBAM sull’industria manifatturiera, la figura dell’Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) evolve da tecnico a stratega aziendale.

Ottenere la certificazione secondo la norma UNI CEI 11339 non è solo un adempimento burocratico per operare con le ESCo o per gestire le diagnosi obbligatorie (D.Lgs 102/14), ma una patente di competenza per guidare la decarbonizzazione. Di seguito, un’analisi approfondita su come affrontare l’esame di certificazione, con un focus sulle specificità settoriali e le competenze trasversali necessarie.

📺 Video Approfondimento Copernico:
Per entrare nel vivo della metodologia richiesta all’esame, consigliamo la visione di questa lezione tecnica:
Processo di diagnosi energetica, caratteristiche e fasi – Qualifica EGE – un focus essenziale su come strutturare l’audit energetico secondo norma.

Civile vs Industriale: Scegliere il Settore Corretto

La scelta del settore di certificazione (Civile o Industriale) è strategica e non deve basarsi solo sulle preferenze personali, ma sulle reali competenze tecniche possedute. L’esame, infatti, propone scenari profondamente diversi.

1. Settore Civile: Il focus è l’Involucro-Impianto

Chi sceglie il settore civile (che spesso include Terziario e Trasporti, a seconda dello schema di certificazione) deve padroneggiare le dinamiche legate al comfort e alla climatizzazione degli edifici.

  • Ambiti Tecnici Chiave: Termofisica dell’edificio (trasmittanze, ponti termici), vettori energetici per la climatizzazione (pompe di calore vs caldaie a condensazione), illuminotecnica (relamping LED e controllo DALI), Building Automation (BACS classe A/B).
  • Normative Specifiche: CAM Edilizia, normativa UNI TS 11300, requisiti minimi Decreto 26/06/2015, e le nuove direttive EPBD sulla prestazione energetica.
  • Tipico Caso Studio d’Esame: Riqualificazione di un edificio pubblico (scuola o ospedale) o di un complesso uffici. Vi verrà chiesto di calcolare il fabbisogno energetico ante/post operam, valutare l’isolamento a cappotto o la sostituzione dei generatori, e calcolare il Tempo di Ritorno Semplice e Attualizzato considerando incentivi come il Conto Termico.

2. Settore Industriale: Il focus è il Processo Produttivo

Il settore industriale richiede una conoscenza approfondita delle utilities e dei processi di trasformazione. Qui l’edificio è secondario; conta l’energia per unità di prodotto (EnPI).

  • Ambiti Tecnici Chiave: Aria compressa (recupero calore, perdite, inverter), vapore (scaricatori, recupero condense), motori elettrici ad alta efficienza (IE4/IE5), rifasamento, gruppi frigo industriali e cogenerazione/trigenerazione.
  • Normative Specifiche: Linee guida ENEA per le diagnosi industriali, normativa sui Certificati Bianchi (TEE) per progetti a consuntivo, ISO 50001 per i sistemi di gestione.
  • Tipico Caso Studio d’Esame: Ottimizzazione di una linea produttiva (es. vetreria, cartiera o metalmeccanica). La prova potrebbe richiedere di dimensionare un impianto fotovoltaico per l’autoconsumo industriale, valutare l’installazione di inverter su pompe/ventilatori o analizzare la fattibilità di un impianto di cogenerazione basandosi sulle curve di carico elettrico e termico orarie.

Consiglio:
Non tentate la “doppia certificazione” (Civile + Industriale) nella stessa sessione se non avete una solida esperienza lavorativa in entrambi i campi. Il carico cognitivo durante lo scritto (spesso 4 ore consecutive) è elevatissimo e il rischio di confusione sui fattori di conversione o sulle normative di riferimento è alto.

Le “Competenze Nascoste” per Superare la Prova Scritta

Molti candidati tecnicamente validi falliscono la prova scritta. Perché? Spesso l’errore non è nel calcolo matematico, ma nell’approccio metodologico. Gli esaminatori cercano la forma mentis del consulente, non solo quella del calcolatore.

1. La Capacità di Fare Ipotesi (Assumptions)

Nel caso studio, spesso mancheranno dei dati. Non è una dimenticanza, è un test. L’EGE deve saper stimare i dati mancanti basandosi sull’esperienza e sulla letteratura tecnica.

  • Cosa fare: Non bloccarsi. Scrivere chiaramente: “In assenza del dato di targa sul rendimento della caldaia datata, ipotizzo un valore cautelativo del 85% basandomi sull’anno di installazione (2005).”
  • Perché: La commissione premia la capacità di giustificare le scelte tecniche (la logica) più del risultato numerico esatto al decimale.

2. Padronanza della Matematica Finanziaria (Senza Excel)

L’EGE deve parlare la lingua del CFO (Chief Financial Officer). Non basta dire “si risparmia energia”, bisogna dire “quanto rende l’investimento”.

  • La sfida: All’esame non avrete fogli di calcolo preimpostati. Dovete saper calcolare con carta e calcolatrice scientifica: VAN (Valore Attuale Netto), TIR (Tasso Interno di Rendimento) e IP (Indice di Profittabilità).
  • Errore comune: Dimenticare di attualizzare i flussi di cassa o confondere il tasso di interesse nominale con quello reale (inflazione).

3. Sintesi e Comunicazione Efficace

La prova scritta è, di fatto, un report tecnico per un cliente simulato. Se il report è illeggibile, disordinato o privo di un Executive Summary (le conclusioni), la valutazione scende.

  • Strategia: Strutturare la risposta con: Analisi dello Stato di Fatto ➝ Proposta di Intervento ➝ Analisi Energetica (tep risparmiati) ➝ Analisi Economica (€ risparmiati e Payback). Usare schemi e bullet points, evitare muri di testo.

📺 Risorse Utili per la Carriera:
Per approfondire come posizionarsi sul mercato dopo la certificazione:
EGE Esperto Gestione Energetica – la figura di riferimento – panoramica sulle opportunità professionali.

Conclusioni: La Certificazione EGE come Driver Strategico per PNRR, EPC e CSRD

Preparare l’esame EGE nel 2026 richiede un cambio di paradigma. Non si tratta più di studiare a memoria la UNI CEI 11339, ma di imparare ad applicarla in scenari di incertezza e complessità. Nel contesto attuale, la certificazione EGE è diventata il pilastro abilitante per tre direttrici fondamentali del mercato:

  • Accesso e Gestione Fondi PNRR: La firma di un EGE certificato è spesso un requisito vincolante per la validazione dei risparmi energetici nei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Senza questa figura, le aziende rischiano la non conformità tecnica e la perdita dei contributi.
  • Sviluppo di Contratti EPC (Energy Performance Contracting): L’EGE funge da garante terzo tra chi investe e chi beneficia dell’efficienza. È l’unica figura in grado di strutturare piani di monitoraggio e verifica (M&V) robusti, minimizzando il rischio finanziario negli interventi a prestazione garantita.
  • Conformità alla Direttiva CSRD e Bilanci ESG: Con l’estensione degli obblighi di reportistica di sostenibilità, le imprese necessitano di un professionista che trasformi i consumi energetici in dati certi per lo “Scope 1” e lo “Scope 2”. L’EGE certificato è il consulente che integra l’efficienza operativa nelle strategie di decarbonizzazione richieste dagli investitori e dalle nuove normative europee.

Il percorso formativo di Copernico Centro Studi è disegnato per colmare il gap tra la teoria normativa e la pratica d’esame. Non vi insegniamo solo le formule, vi insegniamo a ragionare come un EGE certificato, fornendovi checklist operative e simulazioni di casi studio reali tratti dalle sessioni d’esame più recenti.

Vuoi ottenere la Certificazione EGE nel 2026?

Partecipa al percorso formativo di Copernico Centro Studi: simulazioni d’esame, casi studio reali e tutto il supporto necessario per superare la prova UNI CEI 11339.


ISCRIVITI ORA AL CORSO EGE CERTIFICATO →

📚 Riferimenti Normativi Essenziali

Il Kit Normativo dell’EGE:

  • UNI CEI 11339 – Requisiti generali per la qualificazione degli Esperti in Gestione dell’Energia.
  • Serie UNI CEI EN 16247 – Le norme tecniche per eseguire le Diagnosi Energetiche di qualità.
  • ISO 50001:2018 – Sistemi di Gestione dell’Energia: requisiti e linee guida.
  • D.Lgs. 102/2014 – Decreto cardine sull’efficienza energetica e diagnosi obbligatorie.

Preparare l’esame da Consulente Finanziario

Esame Consulente Finanziario 2026: Roadmap e Strategia per Studiare Lavorando

Ottenere l’abilitazione OCF mentre si lavora full-time richiede una gestione del tempo impeccabile. Se stai pianificando un cambio di carriera nel settore finanziario, questa guida ti offre un progetto operativo per superare l’esame da Consulente Finanziario nel 2026, ottimizzando lo studio tra impegni professionali e scadenze ufficiali.

Ultimo aggiornamento normativo: 15 gennaio 2026
Focus: Metodo di studio sostenibile e calendario appelli OCF.

Struttura dell’Esame OCF: Vincere contro il tempo

L’abilitazione non premia chi conosce ogni dettaglio a memoria, ma chi performa meglio sotto pressione. La chiave è l’efficienza nel formato:

  • Pressione temporale: 85 minuti per 60 quesiti (meno di 1,5 minuti a domanda).
  • Punteggio di superamento: Minimo 80/100.
  • Composizione: 40 domande da 2 punti (area pratica/tecnica) e 20 da 1 punto (area nozionistica).

Calendario Appelli OCF 2026: Date e Scadenze Ufficiali

La pianificazione a ritroso è fondamentale. Prenota l’appello solo se puoi garantire 6-8 settimane di studio costante senza picchi di lavoro straordinario.

Sessione Periodo Prove Scadenza Domanda (ore 17:00)
I Sessione Febbraio / Marzo 13/01/2026 – 17/02/2026
II Sessione Aprile / Maggio 17/03/2026 – 21/04/2026
III Sessione Giugno / Luglio 19/05/2026 – 23/06/2026
IV Sessione Settembre / Ottobre 21/07/2026 – 22/09/2026
V Sessione Novembre / Dicembre 20/10/2026 – 17/11/2026

Fonte: Calendario ufficiale OCF 2026. Si consiglia di monitorare il portale Organismo OCF per eventuali variazioni.

Matrice Decisionale: Quando Iscriversi all’Esame?

Per minimizzare il rischio di insuccesso, effettua un check a -14 giorni dalla chiusura delle iscrizioni:

  • Semaforo Verde: Riesci a completare le simulazioni in 85 minuti con un punteggio stabile sopra 82? Iscriviti.
  • Semaforo Rosso: Senti panico davanti al tempo o i tuoi punteggi oscillano sotto l’80? Rinvia. Cambia metodo di studio e punta alla sessione successiva.

Roadmap di Studio in 8 Settimane (Piano Career Switcher)

Ottimizzato per lo studio serale e nel fine settimana.

Fase 1: Fondamenta (Settimane 1-2)

Analisi a “grana grossa” delle materie. Individua subito le aree deboli (Matematica Finanziaria o Diritto) con un quiz diagnostico.

Fase 2: Consolidamento e Registro Errori (Settimane 3-5)

Inizia le simulazioni parziali. Crea il tuo “Registro Errori”: cataloga ogni sbaglio per capire se deriva da una lacuna di concetto o da un errore di lettura.

Fase 3: Performance (Settimane 6-8)

Simulazioni d’esame reali (85 min). L’obiettivo è stabilizzarsi sull’85/100 per avere margine di sicurezza il giorno della prova.

Checklist Operativa Pre-Esame

✅ Strategia e Studio

  • Scelto appello con 8 settimane di margine reale.
  • Registro errori aggiornato e analizzato.
  • Almeno 3 simulazioni complete eseguite nell’ultima settimana.

✅ Setup Tecnico (Esame a Distanza)

  • PC con webcam e audio testati.
  • Connessione internet stabile (Speedtest effettuato).
  • Ambiente isolato e sfondo neutro come da regolamento OCF.

Domande Frequenti sulla Preparazione OCF

Come studiare se ho pochissimo tempo?
Usa i video per i concetti chiave e passa subito ai quiz. Il manuale deve servire solo come approfondimento per gli errori fatti nel simulatore.
La matematica finanziaria è troppo difficile?
Non memorizzare formule sterili. Impara la logica dei flussi finanziari; molti quiz si risolvono per esclusione se possiedi il concetto di base.

Vuoi superare l’Esame OCF al primo colpo?

Non rischiare il “fai da te”. Accedi al percorso guidato con videolezioni on-demand, tutoraggio e il simulatore d’esame 2026 sempre aggiornato.

SCOPRI IL CORSO DI PREPARAZIONE OCF »

Include aggiornamenti normativi 2025/26 e banca dati completa.

Legge di Bilancio 2026

Legge di Bilancio 2026: I 4 Pilastri Giuridici per l’Esame di Stato CDL

Oltre il cedolino: analisi dottrinale, esempi di calcolo e casi pratici

Per uno studio professionale, Gennaio significa aggiornamento dei software e corsa alle scadenze. Per un praticante che prepara l’Esame di Stato 2026, la Legge di Bilancio (L. 30 dicembre 2025) rappresenta invece una modifica sostanziale ai manuali di Diritto del Lavoro e Legislazione Sociale.

🚀 Risorse per l’Esame di Stato 2026

L’errore più comune in sede d’esame? Rispondere alle domande teoriche citando solo le “percentuali” o gli “importi” della Manovra. La Commissione d’esame valuta la capacità di inquadrare l’istituto, applicarlo al caso concreto e calcolarne la convenienza.

In questo articolo analizziamo le novità 2026 con l’occhio del giurista, entrando nel dettaglio dei calcoli e delle trappole normative.

1. Il Taglio del Cuneo: Natura Giuridica e Riflessi Pensionistici

La conferma del taglio del cuneo contributivo non è una semplice riduzione di costo. In sede d’esame, dovete prestare massima attenzione a due aspetti che spesso generano domande “trabocchetto”:

  • La natura dell’esonero: Si tratta di un esonero sulla quota IVS a carico del lavoratore. La norma crea un “doppio binario”: il dipendente paga meno contributi, ma l’aliquota di computo (utile alla pensione) resta invariata al 33%.
    Domanda d’esame: “Candidato, mi spieghi chi copre la differenza finanziaria per garantire l’integrità del montante contributivo del lavoratore?” (Risposta: La fiscalizzazione a carico della fiscalità generale).
  • Impatto fiscale indiretto: Riducendo i contributi a carico dipendente, aumenta l’imponibile fiscale. Senza correttivi, il lavoratore pagherebbe più IRPEF. Dovete saper spiegare come la Manovra 2026 ha bilanciato questo effetto.

2. Fringe Benefit (Art. 51 c. 3 TUIR): La Trappola della Soglia

L’articolo 51, comma 3 del TUIR è il cuore del Diritto Tributario applicato al lavoro. La Manovra 2026 ha confermato l’innalzamento delle soglie di esenzione, differenziandole in base alla composizione del nucleo familiare (es. € 1.000 soglia base / € 2.000 per dipendenti con figli a carico).

Il Meccanismo “Tutto o Niente”

In sede d’esame, è fondamentale spiegare che la soglia di esenzione non opera come una franchigia, ma come un limite valicabile che fa decadere l’intero beneficio. Se il valore dei beni supera il limite anche di 1 euro, l’intero importo diventa imponibile fiscale e previdenziale.

📝 Esempio Pratico: Il “Superamento Soglia”

Ipotizziamo un dipendente senza figli a carico (Soglia ipotetica 2026: € 1.000,00).

Voce (Valori annui) Scenario A Scenario B
Buoni Spesa + Auto € 990,00 € 1.010,00
IMPONIBILE BUSTA € 0,00 € 1.010,00

Nello Scenario B, il dipendente paga tasse su tutto l’importo per aver sforato di soli 10 euro.

Cosa approfondire per l’Esame:

  • Dichiarazione figli a carico: L’agevolazione maggiorata non è automatica, serve dichiarazione con codici fiscali (art. 12 TUIR).
  • Rimborsi Utenze: Verificare la proroga nel testo definitivo della Legge.

3. Detassazione Premi di Risultato: Incrementalità e Welfare

Non basta conoscere l’aliquota sostitutiva (5% o 10%). Per l’esame bisogna saper gestire la convertibilità in Welfare.

Ricorda i 3 requisiti: Accordo di Secondo Livello, Deposito telematico e, soprattutto, il criterio di Incrementalità.

💰 Calcolo Rapido: Cash vs Welfare

Su un premio di € 3.000:

  • Opzione Cash: Si pagano contributi INPS (9,19%) e imposta sostitutiva. Netto in tasca: ~ € 2.580.
  • Opzione Welfare: Esente IRPEF e Contributi. Valore reale servizi: € 3.000.

4. Dalla Teoria alla Pratica: Caso “Innovazione Srl”

Il Caso: Assunzione ingegnere, 32 anni, 2 figli, RAL 35k. Obiettivo: massimizzare il netto.

La Soluzione d’Esame:

  1. Applicazione Esonero Contributivo (taglio cuneo) per alzare il netto mensile.
  2. Utilizzo plafond Fringe Benefit € 2.000 (figli a carico) per auto aziendale (costo deducibile azienda, netto puro dipendente).
  3. PDR Welfare per coprire la retta asilo nido (detassato).

Consiglio Metodologico: Come studiare la Manovra

Non affrontate la Legge di Bilancio come un elenco della spesa. Per superare l’esame serve metodo:

1. Aggiornamento “Codice alla Mano”
Non studiate sulle slide. Prendete il vostro manuale di Diritto del Lavoro (capitoli Retribuzione e Contribuzione) e scrivete a margine le modifiche 2026. Questo esercizio di mapping mentale vi aiuterà a collegare la novità (es. nuovo taglio cuneo) all’istituto giuridico (obbligazione contributiva).

2. La Simulazione Numerica
Procuratevi una busta paga di dicembre 2025 e simulate il calcolo di gennaio 2026 applicando le nuove regole. All’orale, saper dire “Applicando la norma, l’imponibile varia in questo modo…” vale molto più di una citazione a memoria.

3. Citare le Fonti (La Prassi)
La Legge è la base, ma l’operatività è nella prassi. Quando esponete, abituati a citare: “Come chiarito dalla Circolare INPS applicativa…”. È il segnale che distingue lo studente dal professionista.

Non fermarti alla teoria

Hai due strumenti per affrontare l’Esame 2026 con una marcia in più:

Assistenti Sociali e Emergenza Abitativa: situazione attuale e focus 2026

Assistenti Sociali e Emergenza Abitativa 2025
Preparazione Completa Esame Assistente Sociale A-B
Corso Completo + Dirette mensili pre-esame • Dispense stampabili • Tutor-mail sempre attivo • Aggiornamenti 2026

Torna ai MaterialiVai al Corso

Assistenti Sociali e Emergenza Abitativa: Nuove Competenze e Progetti Innovativi nel 2025

Guida operativa per professionisti: L’emergenza abitativa richiede nuove competenze agli AS — mediazione, coprogrammazione, progettazione integrata. Analisi dei progetti C.A.S.A., Housing First, soluzioni innovative Milano e Genova con focus normativo 2025 e prospettive 2026.

Aggiornato: 16 dicembre 2025 • Servizio Sociale Professionale

Sommario

  • Il Decreto ministeriale 2 aprile 2025 stanzia oltre 3 miliardi di euro per il triennio 2024-2026, con risorse strutturali per l’assunzione di assistenti sociali [1][2].
  • Milano capofila: coprogrammazione tra Welfare e Casa con 500 alloggi pubblici; progetto “Casa e oltre” con 280 beneficiari in 2 anni [3][4].
  • Housing First Italia celebra 10 anni: 1.763 persone accolte, tasso di successo 63%, presenza in 37 città [5].
  • Nuove competenze essenziali: mediazione abitativa, coprogettazione con Terzo Settore, educazione finanziaria, lavoro di rete territoriale [6][7].
  • Profilo emergente: persone sole 40-55 anni, italiane, disoccupate — diverso dallo stereotipo tradizionale dell’utenza fragile [8].
  • Ordini professionali mobilitati: laboratori tematici, documenti di advocacy, richieste di osservatori regionali sull’emergenza abitativa [9].

Quadro normativo 2025: il Decreto Interministeriale

Il Decreto del 2 aprile 2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali rappresenta il principale riferimento normativo per il triennio 2024-2026. L’atto, registrato dalla Corte dei Conti il 5 maggio 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, adotta il Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali e ripartisce risorse complessive per 3.005.350.253 euro [1].

Ripartizione delle risorse

  • Fondo Nazionale Politiche Sociali: 1.192.551.943 euro
  • Fondo Povertà: 1.812.798.310 euro, di cui:
    • 594.677.545 euro per il 2024
    • 601.120.765 euro per il 2025
    • 617.000.000 euro per il 2026

Contributo per assistenti sociali

La Legge 178/2020 (art. 1, commi 797 e seguenti) ha introdotto un livello essenziale delle prestazioni sociale definito da un operatore ogni 5.000 abitanti, con obiettivo di un operatore ogni 4.000 abitanti. Il contributo statale è strutturale e ammonta a:

  • 20.000 euro annui per ogni assistente sociale a tempo indeterminato eccedente il rapporto di 1 ogni 6.500 abitanti
  • Fino al raggiungimento del rapporto di 1 a 4.000 abitanti

Nel 2025 sono state prenotate risorse per 108.338.844,36 euro destinate agli Ambiti Territoriali Sociali per l’assunzione di assistenti sociali [2].

La casa è un diritto fondamentale che consente l’esercizio di altri diritti costituzionali: salute, istruzione, mobilità, sicurezza. L’assenza di una casa porta a ingiustizia sociale e disparità nell’accesso ai servizi essenziali.

Progetti innovativi: Milano, Genova e la rete nazionale

Milano: “Casa e oltre” e la coprogrammazione integrata

A febbraio 2025 è nato “Casa e oltre”, il nuovo sistema integrato di housing sociale milanese sostenuto dalla Citi Foundation con 25 milioni di dollari a livello globale. Il progetto coinvolge 5 organizzazioni con capofila Fondazione Progetto Arca [3]:

  • Fondazione Progetto Arca (capofila)
  • Croce Rossa Milano
  • Fondazione Somaschi
  • Fondazione IBVA
  • Fondazione Casa della Carità

Obiettivi del progetto (2025-2027):

  • 280 persone accolte in 42 appartamenti
  • Percorsi personalizzati di 6-18 mesi
  • Equipe multidisciplinare: educatori, psicologi, assistenti sociali
  • Educazione finanziaria come pilastro dell’autonomia
  • Piattaforma digitale TUTTIXTE per coordinamento interventi

Coprogrammazione Milano: 500 alloggi pubblici

A dicembre 2025, il Comune di Milano ha avviato la prima coprogrammazione congiunta tra Assessorati Welfare e Casa, coinvolgendo 32 enti del Terzo Settore [4]. Il modello prevede:

  • 488 unità immobiliari disponibili per 25 anni:
    • 339 alloggi ERP nel Comune di Milano
    • 143 nell’area metropolitana
    • 6 beni confiscati alla criminalità organizzata
  • Possibilità di aggiungere fino al 50% di alloggi ulteriori
  • Finanziamenti misti: risorse pubbliche, contributi terzi, prestiti agevolati, canoni e rette
  • Target: neomaggiorenni, nuclei in emergenza, famiglie monoparentali, anziani soli, persone con disabilità

Progetto C.A.S.A. – Comuni per l’Abitare Sostenibile e Accessibile

Presentato nel giugno 2025, coinvolge 9 comuni del Sud Est Milano per creare un’Agenzia dell’Abitare condivisa, con focus su rigenerazione del patrimonio pubblico e inclusione sociale [10].

Genova: sistema emergenza abitativa

Il Comune di Genova ha strutturato per il 2025 azioni di miglioramento [11]:

  1. Sviluppo di canali digitali per presentazione domande
  2. Potenziamento coordinamento Comune-ARTE Genova
  3. Commissione Emergenza Abitativa per valutazione domande
  4. Progetti di uscita dagli alloggi per garantire rotazione
  5. Interventi di accompagnamento personalizzato

Housing First Italia: bilancio del decennio

Nel febbraio 2025 a Torino si è celebrato il decennale di Housing First Italia, approccio rivoluzionario che inverte il paradigma tradizionale: la casa prima, non dopo aver risolto le altre problematiche [5].

Dati del Report Nazionale 2014-2024

  • 1.763 persone accolte nei progetti della Community HFI
  • Composizione: 65,1% uomini, 34,6% donne, 0,3% persone LGBTQI+
  • Cittadinanza: 61,2% italiani, 33,8% extra UE, 5% UE
  • Età media: 47 anni
  • Tasso di successo 63%: raggiunta indipendenza economica, lavorativa e/o abitativa
  • Solo 11% abbandono volontario o trasferimento per fine finanziamenti

La rete nazionale

La Community Housing First Italia, coordinata da fio.PSD, conta attualmente:

  • 61 membri in 14 regioni
  • Presenza in 37 città
  • Prevalenza al Nord Italia
  • Formazione, coaching e supervisione continua

Gli 8 principi guida

  1. Abitare è un diritto umano
  2. Diritto di scelta e controllo dei partecipanti
  3. Distinzione tra abitare e trattamento terapeutico
  4. Orientamento al Recovery
  5. Riduzione del danno
  6. Coinvolgimento attivo e non coercitivo
  7. Progettazione centrata sulla persona
  8. Supporto flessibile per tutto il tempo necessario

Nuove competenze per gli assistenti sociali

L’evoluzione dell’emergenza abitativa richiede agli assistenti sociali l’acquisizione di competenze specialistiche che vanno oltre il servizio sociale tradizionale [6][7].

Competenze tecniche emergenti

1. Mediazione abitativa e relazionale

  • Gestione conflitti con proprietari e amministratori
  • Mediazione familiare in situazioni di alta conflittualità
  • Coordinamento genitoriale (nuovo profilo in sviluppo)
  • Formazione attraverso Master specifici (200-400 ore)

2. Coprogrammazione e coprogettazione

  • Lavoro integrato con Terzo Settore
  • Progettazione di reti territoriali
  • Stesura Piani di Azione Locale (PAL) per Fondo Povertà
  • Monitoraggio dati su piattaforma SIOSS

3. Educazione finanziaria

  • Supporto alla gestione del bilancio familiare
  • Piani di risparmio personalizzati
  • Consulenza per accesso a strumenti finanziari
  • Percorsi verso l’autonomia economica

4. Lavoro di rete e advocacy

  • Attivazione risorse territoriali pubbliche e private
  • Portavoce dei diritti presso decisori politici
  • Promozione cambiamento sistemico
  • Partecipazione a osservatori regionali e nazionali

Formazione continua: offerta 2025-2026

Gli Ordini professionali hanno autorizzato diversi percorsi formativi per il biennio 2025-2026:

  • Master in Mediazione Familiare e Giustizia Riparativa (300-400 ore)
  • Percorso “Cantieri di Sostenibilità” su coprogrammazione e innovazione territoriale (150 posti gratuiti, novembre 2025 – febbraio 2026)
  • Supervisione professionale e costruzione LEPS (webinar CNOAS-MLPS, novembre-dicembre 2025)
  • Formazione Housing First attraverso fio.PSD

Il nuovo profilo dell’utenza in emergenza abitativa

I dati raccolti nel 2024 da diversi territori italiani rivelano un cambiamento significativo nel profilo delle persone che accedono ai servizi di emergenza abitativa [8].

Prato: analisi 301 nuclei (dicembre 2023 – dicembre 2024)

  • 52,5% nuclei unipersonali: persone sole tra 40-55 anni
  • Maggioranza di cittadinanza italiana (non più stranieri come si pensava)
  • 41% disoccupati, 11% inattivi
  • 56,6% nuclei senza redditi da lavoro
  • 41% con componente disoccupato da oltre 6 mesi
  • 38% con reddito totalmente da sostegni pubblici
  • Causa principale: sfratto per morosità incolpevole
  • Difficoltà: impossibilità di pagare mutuo/affitto + spese accessorie

Caratteristiche comuni

Le ricerche territoriali convergono su alcuni elementi:

  • Persone che hanno vissuto in famiglia e dopo la morte dei genitori si ritrovano sole
  • Assenza di rete sociale e familiare adeguata
  • Stabilità lavorativa precaria o perduta
  • Situazioni di povertà relativa più che assoluta
  • Capacità gestionali presenti ma risorse insufficienti
“È emerso un quadro inaspettato che mostra un cambiamento dell’emergenza abitativa. Il problema più grosso sono i nostri cittadini che per qualche motivo si trovano soli e senza dimora e possibilità economica” — Rosanna Sciumbata, Presidente Commissione Prato.

Prospettive e sviluppi per il 2026

Il 2026 si configura come un anno cruciale per il consolidamento e l’evoluzione delle politiche abitative integrate con i servizi sociali. Le sperimentazioni avviate nel 2025, i risultati del decennale Housing First e l’attuazione progressiva del Piano nazionale 2024-2026 convergono verso una fase di maturazione che richiederà agli assistenti sociali un ulteriore salto qualitativo nelle competenze e nell’approccio professionale.

Le prospettive si articolano su cinque direttrici principali che rappresentano altrettante sfide e opportunità per la professione: il consolidamento del quadro normativo con la definizione operativa dei LEPS, l’espansione territoriale e metodologica dell’approccio Housing First, la scalabilità dei modelli sperimentali nelle aree metropolitane, l’istituzione di sistemi permanenti di monitoraggio e advocacy, e la digitalizzazione integrata dei servizi.

Consolidamento normativo e attuazione dei LEPS

Il 2026 rappresenterà l’anno centrale del triennio di programmazione definito dal Decreto del 2 aprile 2025, un momento in cui le previsioni normative dovranno tradursi in pratiche operative standardizzate su tutto il territorio nazionale. La sfida principale riguarda il passaggio dalla programmazione all’implementazione effettiva dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) specificamente dedicati all’emergenza abitativa.

Le Linee guida nazionali LEPS per l’emergenza abitativa, la cui emanazione è attesa per i primi mesi del 2026, dovranno fornire agli Ambiti Territoriali Sociali indicazioni operative dettagliate su:

  • Standard minimi di accoglienza: caratteristiche qualitative degli alloggi di emergenza, rapporti numerici operatori/utenti, tempi massimi di risposta alle segnalazioni, durata dei percorsi di accoglienza temporanea
  • Profili professionali coinvolti: composizione minima delle équipe multidisciplinari, ruoli e competenze specifiche richieste, percorsi formativi obbligatori per operatori dell’emergenza abitativa
  • Criteri di accesso uniformi: definizione nazionale di “emergenza abitativa” con parametri oggettivi, priorità di accesso basate su vulnerabilità standardizzate, procedure di valutazione multidimensionale condivise
  • Indicatori di qualità e monitoraggio: sistemi di raccolta dati omogenei, indicatori di esito dei percorsi di autonomia, strumenti di valutazione dell’efficacia degli interventi
  • Integrazione socio-sanitaria: protocolli operativi per la presa in carico integrata di persone con problematiche complesse, raccordi con servizi psichiatrici e delle dipendenze, modalità di attivazione della rete territoriale

L’attuazione completa del Decreto 2 aprile 2025 prevede per il 2026 il secondo anno di monitoraggio triennale, con particolare attenzione alla verifica dell’utilizzo effettivo delle risorse assegnate. Gli Ambiti Territoriali dovranno rendicontare attraverso la piattaforma SIOSS non solo i dati quantitativi di spesa, ma anche gli esiti qualitativi degli interventi: percentuali di persone che hanno raggiunto l’autonomia abitativa, tempi medi dei percorsi, tassi di rientro in emergenza, livelli di soddisfazione degli utenti.

Un nodo cruciale riguarda la definizione degli standard organizzativi degli Ambiti Territoriali Sociali. Il Ministero sta lavorando a linee guida che specifichino dotazioni minime in termini di personale (con particolare riferimento al rapporto assistenti sociali/popolazione previsto dalla Legge 178/2020), strumenti operativi, sistemi informativi, spazi fisici dedicati. Questa standardizzazione mira a ridurre le forti disparità territoriali attualmente esistenti, garantendo omogeneità nell’accesso ai servizi su tutto il territorio nazionale.

L’elemento più innovativo atteso per il 2026 riguarda l’integrazione sistemica tra politiche abitative, sociali ed economiche. Il modello tradizionale di separazione tra assessorati e competenze ha dimostrato tutti i suoi limiti: le politiche abitative gestite separatamente dai servizi sociali producono alloggi senza accompagnamento, mentre i servizi sociali senza un reale coordinamento con le politiche della casa possono solo tamponare emergenze senza prospettive di soluzione strutturale. Le sperimentazioni di coprogrammazione avviate a Milano nel 2025 dovrebbero diventare modello replicabile, con protocolli operativi che definiscano:

  • Cabine di regia permanenti tra assessorati competenti
  • Flussi informativi integrati tra diversi sistemi
  • Procedure condivise per assegnazione alloggi con presa in carico sociale
  • Criteri di programmazione congiunta degli interventi
  • Modalità di coinvolgimento strutturato del Terzo Settore

Evoluzione e consolidamento dell’approccio Housing First

Il decennale celebrato a Torino nel febbraio 2025 ha rappresentato per la Community Housing First Italia non solo un momento di bilancio, ma soprattutto l’occasione per ridefinire strategie e obiettivi per il prossimo quinquennio. I dati del Report Nazionale 2014-2024 – 1.763 persone accolte con un tasso di successo del 63% – hanno validato l’efficacia dell’approccio, ma hanno anche evidenziato alcune criticità che il 2026 dovrà affrontare.

L’espansione geografica al Centro-Sud Italia rappresenta la priorità strategica principale. Attualmente la Community HFI conta 61 membri distribuiti in 14 regioni, ma con una netta prevalenza al Nord (circa il 70% dei progetti). Questa concentrazione geografica non rispecchia la distribuzione reale del bisogno abitativo nazionale. Nel 2026 sono previste azioni specifiche per favorire lo sviluppo di progetti nelle regioni meridionali:

  • Programmi di accompagnamento territoriale: fio.PSD metterà a disposizione coach e supervisori esperti per supportare nuovi enti del Centro-Sud nella fase di avvio dei progetti
  • Accordi con Regioni: protocolli specifici con Campania, Puglia, Sicilia, Calabria per destinare quote del Fondo Povertà a progetti HF sperimentali
  • Formazione territoriale: percorsi formativi decentrati per operatori e decisori locali, con testimonianze di progetti già consolidati
  • Adattamenti metodologici: studio di varianti del modello HF che tengano conto delle specificità socio-economiche e del mercato immobiliare del Meridione

La differenziazione dei modelli Housing First per contesti urbani e rurali emerge come necessità da molteplici evidenze. Il modello standard HF, nato in contesti metropolitani nordamericani ed europei, presuppone disponibilità di alloggi sparsi nel tessuto urbano, servizi territoriali accessibili, mobilità pubblica funzionante, mercato del lavoro dinamico. Questi presupposti non sempre si verificano nei contesti rurali o nei piccoli centri. Nel 2026 la Community HFI svilupperà:

  • HF rurale: adattamenti che prevedano alloggi più distanti dai servizi ma con supporto domiciliare intensificato, uso di tecnologie per telemedicina e teleconsulenza, coinvolgimento proattivo delle comunità locali
  • HF per piccoli centri: modelli che valorizzino il patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato (ex scuole, caserme, edifici comunali), creando mini-comunità abitative con spazi comuni e supporto educativo prossimale
  • HF metropolitano evoluto: per le grandi città, sperimentazione di modelli che integrino housing sparso con alcune unità di co-housing per persone che beneficiano della convivenza con pari

L’integrazione con servizi sanitari e psichiatrici rappresenta un’evoluzione metodologica fondamentale. Sebbene l’HF nasca proprio nell’ambito della salute mentale, in Italia la separazione tra sociale e sanitario ha spesso ostacolato percorsi realmente integrati. Il 2026 vedrà la sperimentazione di:

  • Équipe integrate socio-sanitarie: assistenti sociali, psicologi, infermieri, psichiatri che lavorano insieme nei progetti HF, con finanziamenti misti Fondo Povertà e fondi sanitari regionali
  • Protocolli operativi DSM-HF: accordi tra Dipartimenti Salute Mentale e progetti Housing First per percorsi preferenziali di presa in carico delle persone con diagnosi psichiatriche senza dimora
  • HF e dipendenze: estensione dell’approccio a persone con problematiche di addiction, in linea con il principio di riduzione del danno che caratterizza il modello
  • Formazione congiunta: percorsi formativi comuni per operatori sociali e sanitari sui principi HF e sulle modalità di lavoro integrato

Il patrimonio immobiliare confiscato alle mafie rappresenta una risorsa ancora ampiamente sottoutilizzata per finalità sociali. Nel 2026 sono attesi bandi specifici dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati destinati a progetti di housing sociale. La Community HFI si sta attrezzando per rispondere a queste opportunità con:

  • Modelli di gestione consortile tra enti del Terzo Settore per immobili di grandi dimensioni
  • Progetti che coniugano Housing First e legalità, con percorsi educativi specifici
  • Partnership con cooperative sociali per la ristrutturazione e manutenzione degli immobili
  • Coinvolgimento di persone in Housing First nelle attività di recupero degli spazi

Scalabilità dei modelli sperimentali nelle aree metropolitane

Il 2025 ha visto Milano emergere come laboratorio di innovazione nelle politiche abitative integrate. Il 2026 sarà l’anno della verifica sul campo di questi modelli e, se i risultati lo confermeranno, della loro replicabilità in altre realtà metropolitane italiane.

Il “Progetto Sistema Abitare”, avviato nel giugno 2025 con i comuni di Gessate, Gorgonzola e Cologno Monzese, rappresenta un cambio di paradigma nella concezione stessa di città metropolitana. Non più solo il capoluogo che fornisce servizi all’hinterland, ma una progettazione integrata multi-comunale che ottimizza risorse e opportunità. Nel 2026 il progetto entrerà nella fase operativa con:

  • Rigenerazione spazi residuali lungo M2: trasformazione di aree di risulta dalla costruzione della metropolitana – parcheggi sottoutilizzati, strisce di terreno, edifici dismessi – in housing sociale. Gli interventi prevedono micro-appartamenti a canone sociale, spazi comuni per attività educative e di comunità, servizi di prossimità
  • Mobilità integrata: la vicinanza alla M2 garantisce accessibilità a Milano per lavoro e servizi, riducendo i costi abitativi senza isolare territorialmente. Il progetto include abbonamenti agevolati TPL per gli inquilini
  • Mix sociale: evitare la ghettizzazione attraverso una composizione eterogenea degli inquilini – non solo emergenza abitativa grave, ma anche giovani coppie, studenti, anziani – creando comunità resilienti
  • Servizi di prossimità: ogni intervento include spazi per servizi sociali territoriali, educatori di comunità, sportelli di orientamento al lavoro

Il modello del laboratorio permanente di collaborazione intercomunale che si sta sperimentando nell’area metropolitana milanese potrebbe diventare nel 2026 riferimento per altre realtà. L’idea è creare tavoli tecnici stabili tra comuni contermini che condividano:

  • Anagrafe condivisa delle persone in emergenza abitativa
  • Pool di alloggi disponibili a rotazione tra i comuni
  • Équipe educative sovracomunali che seguono le persone indipendentemente dal comune di residenza
  • Progetti di inserimento lavorativo che valorizzino opportunità di tutto il territorio metropolitano
  • Economie di scala nella gestione amministrativa e nella manutenzione degli immobili

Le nuove forme di pianificazione e co-gestione integrata sperimentate a Milano nel 2025 prevedono il superamento della logica tradizionale pubblico/privato sociale attraverso modelli di governance condivisa:

  • Comitati di pilotaggio con rappresentanti dei comuni, del Terzo Settore, degli inquilini, dei servizi sociali, che prendono decisioni condivise su assegnazioni, gestione, manutenzione
  • Budget condiviso: risorse pubbliche (ERP, fondi sociali regionali, Fondo Povertà) e private (fondazioni bancarie, corporate giving, crowdfunding) gestite congiuntamente
  • Valutazione partecipata: gli inquilini partecipano alla valutazione della qualità del servizio e propongono miglioramenti
  • Accountability pubblica: report periodici accessibili online sui risultati raggiunti, trasparenza completa sull’uso delle risorse

La costruzione “dal basso” della città metropolitana ribalta la logica top-down tradizionale. Non è il capoluogo che decide e i comuni minori che eseguono, ma territori che collaborano alla pari identificando bisogni comuni e soluzioni condivise. Nel 2026 questo approccio potrebbe estendersi ad altre città metropolitane italiane – Torino, Roma, Bologna, Napoli, Bari – con il supporto metodologico del Ministero e la condivisione delle buone pratiche milanesi.

Osservatori regionali permanenti e sistemi di advocacy

L’esperienza del laboratorio “Da che parte stiamo? Il diritto all’abitare” promosso dall’Ordine degli Assistenti Sociali del Trentino Alto Adige (maggio-novembre 2024) ha prodotto un documento di sintesi che è diventato modello per altre realtà regionali. La richiesta di istituire osservatori permanenti sull’emergenza abitativa non è solo una proposta tecnica, ma una ridefinizione del ruolo degli assistenti sociali nella società.

Gli osservatori regionali che potrebbero nascere nel 2026 avrebbero funzioni articolate:

Funzione conoscitiva:

  • Monitoraggio sistematico dei bisogni emergenti: raccolta dati non solo quantitativi (numero persone in emergenza) ma qualitativi (tipologie di bisogno, nuovi profili vulnerabilità, cause emergenza)
  • Analisi tendenze territoriali: differenze tra aree urbane/rurali, evoluzione mercato immobiliare, impatto politiche nazionali/regionali
  • Benchmarking interregionale: confronto tra prassi operative diverse regioni, identificazione best practices
  • Ricerche tematiche: approfondimenti su questioni specifiche (es. emergenza abitativa e salute mentale, housing e migrazioni, giovani e casa)

Funzione di raccordo dati multi-istituzionale:

  • Integrazione banche dati: connettere dati servizi sociali (SIOSS), UNEP (uffici esecuzioni), tribunali (sfratti), agenzie casa, comuni (ERP)
  • Flussi informativi strutturati: protocolli per condivisione dati nel rispetto privacy, creando una visione d’insieme del fenomeno
  • Early warning system: sistema di allerta precoce che identifichi aree territoriali o categorie sociali ad alto rischio emergenza abitativa
  • Supporto programmazione: fornire a Regioni e ATS dati affidabili per pianificare interventi

Funzione di advocacy strutturata:

  • Rappresentanza presso decisori politici: gli assistenti sociali, attraverso gli Ordini, diventano interlocutori qualificati di assessori regionali, consiglieri, parlamentari
  • Proposte normative: elaborazione di proposte concrete di leggi regionali, regolamenti, delibere basate sull’evidenza raccolta sul campo
  • Campagne di sensibilizzazione: azioni pubbliche per mantenere il tema dell’abitare nell’agenda politica e mediatica
  • Alleanze strategiche: collaborazioni con associazioni inquilini, sindacati, movimenti per il diritto alla casa, università, centri ricerca

Funzione formativa e di supporto agli operatori:

  • Gruppi di lavoro tematici: spazi di confronto tra AS che operano nell’emergenza abitativa, supervisione tra pari
  • Aggiornamenti normativi: informazione tempestiva su novità legislative, decreti, bandi
  • Linee guida operative: elaborazione documenti di indirizzo per assistenti sociali su temi specifici
  • Repertorio risorse territoriali: mappatura di tutte le risorse disponibili (progetti HF, alloggi emergenza, contributi morosità, ecc.)

Nel 2026 potrebbero partire osservatori pilota in 4-5 regioni (Trentino Alto Adige già in fase avanzata, ipotesi Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Campania), finanziati con quote dei fondi regionali per politiche sociali e con contributi degli Ordini professionali. L’obiettivo è arrivare entro il 2027 a una Rete nazionale osservatori emergenza abitativa coordinata dal CNOAS, che produca annualmente un Report nazionale comparativo.

Digitalizzazione integrata dei servizi e innovazione tecnologica

La digitalizzazione dei servizi sociali non è solo una questione tecnica, ma un’opportunità per ripensare radicalmente processi, relazioni, efficacia degli interventi. Il 2026 vedrà uno sviluppo significativo degli strumenti digitali applicati all’emergenza abitativa, con particolare attenzione a non creare nuove forme di esclusione digitale.

L’estensione delle piattaforme digitali integrate tipo TUTTIXTE rappresenta un’evoluzione significativa. TUTTIXTE, utilizzata con successo da Progetto Arca nel progetto “Casa e oltre”, è una piattaforma che consente di:

  • Gestione condivisa multi-ente: tutti i partner della rete (5 organizzazioni nel caso milanese) accedono alle stesse informazioni aggiornate in tempo reale su ogni persona accolta
  • Cartella sociale digitale: storia completa della persona, interventi attivati, obiettivi del progetto personalizzato, appuntamenti, documenti
  • Monitoraggio esiti: indicatori che tracciano progressi verso autonomia (ricerca lavoro, risparmio, capacità gestionali)
  • Alert automatici: notifiche su scadenze importanti (rinnovo contratto, visite mediche, colloqui servizi sociali)
  • Reportistica automatizzata: estrazione dati per rendicontazioni ai finanziatori, valutazione impatto, ricerca

Nel 2026 altre reti di housing sociale potrebbero adottare piattaforme simili, creando progressivamente uno standard nazionale per la gestione digitale dell’housing sociale.

L’integrazione del SIOSS con sistemi informativi locali è una sfida tecnica e organizzativa complessa ma fondamentale. Il SIOSS (Sistema Informativo dell’Offerta dei Servizi Sociali) è lo strumento nazionale di raccolta dati, ma spesso rimane scollegato dai gestionali utilizzati quotidianamente dai servizi sociali territoriali. Nel 2026 il Ministero finanzierà progetti pilota di:

  • Interoperabilità SIOSS-gestionali locali: connessioni automatiche che evitino duplicazioni di inserimento dati
  • API standardizzate: protocolli tecnici che permettano scambio dati tra diversi sistemi nel rispetto della sicurezza
  • Formazione operatori: percorsi per assistenti sociali sull’uso corretto e completo del SIOSS
  • Semplificazione interfacce: riprogettazione delle schermate SIOSS per renderle più intuitive e meno time-consuming

Gli sportelli online per emergenza abitativa potrebbero diventare nel 2026 realtà in molti comuni medio-grandi. Non si tratta di sostituire la relazione assistente sociale-utente, ma di:

  • Primo accesso semplificato: possibilità di fare una prima segnalazione online h24, con successivo contatto da parte del servizio entro 48h
  • Informazioni sempre disponibili: sezione FAQ, requisiti per diversi tipi di intervento, modulistica scaricabile, contatti utili
  • Prenotazione colloqui: sistema di booking online per ridurre code e tempi di attesa
  • Tracking pratica: possibilità per la persona di vedere online a che punto è la propria domanda (istruttoria, valutazione commissione, esito)
  • Comunicazioni: invio notifiche via email/SMS per aggiornamenti importanti

Il fascicolo digitale utente condiviso tra enti è probabilmente l’innovazione più ambiziosa e con maggiori implicazioni organizzative e di privacy. L’idea è che una persona in carico contemporaneamente a più servizi (sociale comunale, ASL, centro per l’impiego, progetto del Terzo Settore) abbia un unico fascicolo digitale consultabile – con autorizzazioni graduate – da tutti gli operatori coinvolti. Nel 2026 partiranno sperimentazioni su base volontaria in alcuni ATS, che dovranno risolvere:

  • Questioni di privacy: consenso informato della persona, accessi tracciati e controllabili, dati sensibili protetti
  • Interoperabilità tecnica: sistemi informativi molto diversi (comunale, sanitario, regionale) che devono dialogare
  • Cultura organizzativa: superare resistenze alla condivisione informazioni, definire chi può vedere cosa
  • Investimenti: costi di sviluppo software, hardware, formazione

Infine, alcune innovazioni tecnologiche emergenti potrebbero trovare applicazione sperimentale nel 2026:

  • Intelligenza artificiale per matching domanda/offerta: algoritmi che suggeriscono l’alloggio più adatto in base a caratteristiche famiglia, esigenze specifiche, vicinanza servizi
  • Chatbot per primo orientamento: assistenti virtuali che rispondono 24/7 a domande frequenti, liberando tempo agli operatori per attività relazionali complesse
  • App per educazione finanziaria: strumenti digitali che aiutano le persone a monitorare spese, costruire budget, pianificare risparmi
  • Realtà virtuale per formazione operatori: simulazioni immersive di situazioni complesse (es. colloquio con persona aggressiva, mediazione conflitto familiare)

Tutte queste innovazioni dovranno essere implementate con un’attenzione costante alla riduzione del digital divide: mantenere sempre accessibili canali tradizionali (sportello fisico, telefono) per chi non ha competenze o strumenti digitali, fornire supporto nell’uso delle tecnologie, non discriminare nell’accesso ai servizi chi è digitalmente escluso.

Il 2026 si configura come anno di sintesi tra le innovazioni sperimentali del 2025 e la necessità di risposte strutturali e scalabili. Per gli assistenti sociali significherà navigare la complessità di sistemi in trasformazione, mantenendo al centro la relazione con le persone e l’impegno per il diritto all’abitare come diritto fondamentale.

Checklist operativa per i professionisti

Conoscenze normative essenziali

  • Decreto Interministeriale 2 aprile 2025 e Piano Nazionale 2024-2026
  • Legge 178/2020 su contributi assistenti sociali
  • D.Lgs. 147/2017 su contrasto alla povertà
  • Linee guida MLPS su Quota Servizi e Quota Povertà Estrema
  • Normativa regionale specifica su ERP e emergenza abitativa

Strumenti operativi

  • Accesso e competenza piattaforma SIOSS
  • Conoscenza rete territoriale (pubblico, privato, Terzo Settore)
  • Modelli di Patto per l’Inclusione Sociale (PaIS)
  • Schede valutazione multidimensionale
  • Protocolli locali per emergenza abitativa

Competenze relazionali

  • Ascolto attivo e valutazione bisogni complessi
  • Mediazione conflitti (familiari, condominiali, istituzionali)
  • Lavoro d’équipe multidisciplinare
  • Comunicazione con decisori politici e stakeholder
  • Empowerment utente e supporto autodeterminazione

Formazione continua

  • Crediti formativi annuali su tematiche housing e povertà
  • Partecipazione gruppi di lavoro Ordini professionali
  • Aggiornamento su progetti innovativi nazionali
  • Supervisione casi complessi

Errori comuni da evitare

Nell’approccio all’utenza

  • Presupporre “housing readiness”: l’Housing First dimostra che la casa viene prima, non dopo aver risolto altri problemi
  • Stereotipi sull’utenza: il nuovo profilo è spesso italiano, lavoratore, con capacità gestionali ma risorse insufficienti
  • Sottovalutare aspetto finanziario: l’educazione economica è fondamentale per l’autonomia duratura
  • Intervento isolato: la rete territoriale è essenziale, nessun servizio può rispondere da solo

Nella gestione dei progetti

  • Confondere emergenza e cronicità: servono risposte diverse per situazioni temporanee vs strutturali
  • Non programmare l’uscita: fondamentale progetto di autonomia sin dall’inizio dell’accoglienza
  • Mancata rotazione alloggi: blocca risposte a nuove emergenze
  • Assenza di monitoraggio: i dati SIOSS sono obbligatori e utili per programmazione

Nella dimensione istituzionale

  • Non fare advocacy: l’AS deve portare all’attenzione dei decisori i bisogni emergenti
  • Frammentazione interventi: serve coordinamento tra politiche sociali, abitative, economiche
  • Sottovalutare coprogettazione: il Terzo Settore è partner essenziale, non mero esecutore

FAQ rapide

Quali sono le principali novità normative del 2025?

Il Decreto Interministeriale 2 aprile 2025 stanzia 3 miliardi per il triennio 2024-2026, introduce contributi strutturali per assunzione assistenti sociali (20.000 euro annui per AS eccedenti rapporto 1:6.500 abitanti) e definisce LEPS per contrasto povertà estrema e servizi ADI.

Cos’è il modello Housing First e perché è innovativo?

Housing First inverte il paradigma tradizionale: offre direttamente un alloggio stabile alle persone senza dimora, con supporto sociosanitario “a partire dalla casa”. Non richiede prerequisiti di “housing readiness”. In 10 anni ha raggiunto 63% di tasso di successo in Italia.

Quali competenze aggiuntive deve sviluppare un AS che lavora sull’emergenza abitativa?

Mediazione abitativa e familiare, coprogrammazione con Terzo Settore, educazione finanziaria, progettazione integrata, lavoro di rete territoriale, advocacy istituzionale, uso piattaforme digitali (SIOSS), monitoraggio dati.

Chi sono oggi le persone che accedono ai servizi di emergenza abitativa?

Prevalentemente persone sole 40-55 anni, cittadinanza italiana, disoccupati o con lavoro precario, senza rete familiare. Spesso ex-lavoratori colpiti da crisi economica, non più principalmente stranieri come si pensava. Causa principale: sfratto per morosità incolpevole.

Come funziona la coprogrammazione tra Comune e Terzo Settore?

È un processo partecipato che coinvolge amministrazione pubblica ed enti del Terzo Settore nella definizione condivisa di obiettivi, strumenti e risorse per rispondere a bisogni sociali. Esempio: Milano con 32 enti per 500 alloggi, definendo insieme target, modalità gestione, criteri assegnazione, percorsi accompagnamento.

Quali progetti posso segnalare all’utenza oltre agli alloggi ERP?

Housing First (progetti in 37 città italiane), progetti coprogettati con Terzo Settore (es. “Casa e oltre” Milano), alloggi temporanei emergenza abitativa comunali, contributi morosità incolpevole regionali, housing sociale, cohousing, affitto a canone concordato.

Come accedere alle risorse del Fondo Povertà per progetti locali?

Attraverso Ambiti Territoriali Sociali che redigono Piani di Azione Locale (PAL) inseriti su piattaforma SIOSS entro scadenze annuali. Le Regioni approvano programmazione e ripartiscono risorse agli ATS secondo indicatori nazionali (60% nuclei ADI, 40% popolazione residente).

Fonti e riferimenti normativi

  1. Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Decreto Interministeriale 2 aprile 2025, registrato Corte dei Conti 5 maggio 2025 – Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2024-2026 e riparto Fondo Nazionale Politiche Sociali e Fondo Povertà. URL: link
  2. Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – “Adottato il Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2024-2026” (maggio 2025). Comunicato stampa con dettaglio risorse: 3.005.350.253 euro totali triennio, di cui 108.338.844,36 euro prenotati 2025 per contributo assistenti sociali. URL: link
  3. Fondazione Progetto Arca – Comunicato stampa “Casa e oltre” (21 febbraio 2025). Dettagli progetto: 5 organizzazioni, 42 appartamenti, 280 beneficiari in 2 anni, finanziamento Citi Foundation Global Innovation Challenge. URL: link
  4. Comune di Milano – “Emergenza abitativa. Al via la coprogrammazione che mette a sistema 500 alloggi pubblici” (13 dicembre 2025). Conferenza stampa Assessorati Welfare e Casa, dettaglio 488 unità immobiliari per 25 anni. URL: link
  5. fio.PSD – Comunicato stampa “Decennale dell’Housing First in Italia” (6 febbraio 2025). Dati Report Nazionale Monitoraggio 2014-2024: 1.763 persone accolte, 63% tasso successo, 61 membri in 14 regioni e 37 città. Evento Torino 12-13 febbraio 2025. URL: link
  6. Welforum.it – “La gestione dell’emergenza abitativa” (27 novembre 2024). Analisi ruolo assistenti sociali, risorse attivabili, criticità sistema. URL: link
  7. Fondazione Nazionale Assistenti Sociali – “Cantieri di Sostenibilità”, percorso formativo coprogrammazione e coprogettazione (novembre 2025 – febbraio 2026). 150 posti gratuiti per AS, finanziato MLPS, progetto Sustainability hub. URL: link
  8. TV Prato – “Soli, italiani e disoccupati: il profilo di chi ha fatto accesso ai servizi di emergenza abitativa nel 2024” (24 marzo 2025). Analisi 301 schede dicembre 2023 – dicembre 2024: 52,5% nuclei unipersonali, maggioranza italiani, 41% disoccupati. URL: link
  9. ILT Quotidiano – “Emergenza abitativa, l’ordine degli assistenti sociali: L’assenza di una casa porta a ingiustizia sociale. Si crei un osservatorio” (novembre 2024). Documento Ordine AS Trentino Alto Adige da laboratorio “Da che parte stiamo? Il diritto all’abitare”, richiesta osservatorio regionale. URL: link
  10. Ministero dell’Interno – Integrazione Migranti – “Emergenza abitativa: il Progetto C.A.S.A. coinvolge nove comuni del Milanese” (4 giugno 2025). Conferenza stampa progetto Comuni per l’Abitare Sostenibile e Accessibile, nuova Agenzia dell’Abitare Sud Est Milano. URL: link
  11. Comune di Genova – “Accoglienza temporanea per Emergenza Abitativa” (aggiornamento 2025). Servizio online, azioni miglioramento 2025: sviluppo canali digitali e potenziamento coordinamento ARTE. URL: link
  12. Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – “Linee Guida per l’impiego di Quota Servizi e Quota Povertà Estrema del Fondo Povertà, annualità 2024-2026”. Supporto applicazione Decreto 2 aprile 2025, indicatori riparto, modalità utilizzo risorse. URL: link
  13. Vita.it – “La ‘Casa e oltre’, a Milano al via la nuova rete dell’housing sociale” (21 febbraio 2025). Approfondimento progetto pilota, ruolo educatore finanziario, equipe multidisciplinare, piattaforma TUTTIXTE. URL: link
  14. Housing First Europe – “Italy” (22 luglio 2025). Panoramica nazionale: fio.PSD come coordinatore, 61 membri, 14 regioni, valutazioni fedeltà modello in Bologna, Rimini, Siracusa, Verona. URL: link
  15. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie Generale n. 121 del 26 maggio 2025 – Decreto Ministeriale 2 aprile 2025 Piano nazionale interventi e servizi sociali 2024-2026. URL: link

Disclaimer: Questo articolo ha finalità informative e formative per assistenti sociali e operatori del settore. Le informazioni normative sono aggiornate a dicembre 2025. Per applicazioni operative specifiche, consultare sempre le fonti ufficiali citate e gli uffici competenti del proprio territorio.

CCII – focus 2026

Codice della Crisi d’Impresa 2026: Cosa Deve Sapere il Praticante Commercialista per l’Esame di Stato e la Carriera

Dalla Teoria alla Pratica: Preparati all’Esame 2026
Corso completo Esame Commercialista / Esperto Contabile • Crisi d’Impresa + tutte le materie oggetto d’esame • Con esercitazioni in diretta

Una Materia Strategica per l’Esame e per il Futuro Professionale

Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), entrato in vigore il 15 luglio 2022 e perfezionato attraverso tre successivi correttivi – l’ultimo dei quali, il D.Lgs. 136/2024, ha completato l’assetto normativo – rappresenta oggi un corpus legislativo maturo e consolidato. Per il praticante commercialista che si prepara all’esame di stato 2026, la padronanza di questa disciplina non è solo un requisito per superare la seconda prova scritta, ma costituisce la chiave di accesso a concrete opportunità professionali che si apriranno immediatamente dopo l’abilitazione.

L’esame di stato, strutturato secondo le modalità ordinarie previste dal D.Lgs. 139/2005, include espressamente il diritto fallimentare tra le materie della seconda prova scritta. I temi relativi alla liquidazione giudiziale, alla composizione negoziata e agli strumenti di regolazione della crisi sono ormai consolidati nelle tracce d’esame. Ma la vera opportunità per chi si abilita nel 2026 è che il quadro normativo è finalmente stabile: il neo-commercialista potrà costruire la propria specializzazione su basi certe, senza dover rincorrere continue modifiche legislative.

L’Elenco dei Gestori della Crisi: La Porta d’Ingresso alle Nuove Funzioni

Il D.Lgs. 136/2024 (Correttivo-ter) ha trasformato quello che era l'”Albo dei gestori della crisi e insolvenza delle imprese” in un “Elenco”, istituito presso il Ministero della Giustizia ai sensi dell’art. 356 del Codice della Crisi. Non si tratta di un semplice cambio di denominazione: la nuova formulazione riconosce che questo strumento non si rivolge esclusivamente alle professioni ordinistiche, ampliando la platea dei soggetti ammissibili.

L’iscrizione all’Elenco è condizione necessaria per ricevere incarichi dal tribunale come curatore, commissario giudiziale, liquidatore o attestatore nelle procedure previste dal Codice. I tribunali assegnano questi incarichi esclusivamente attingendo ai soggetti iscritti all’Elenco ministeriale, rendendo l’iscrizione un passaggio obbligato per chi intende operare in questo settore.

Chi Può Iscriversi all’Elenco

L’art. 358, comma 1 del Codice della Crisi individua tre categorie di soggetti legittimati all’iscrizione:

Professionisti ordinistici: gli iscritti agli albi degli avvocati, dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dei consulenti del lavoro. Questa categoria comprende quindi i neo-abilitati commercialisti che intendono specializzarsi nel settore.

Studi associati e STP: gli studi professionali associati o le società tra professionisti possono iscriversi a condizione che i soci siano in possesso dei requisiti professionali previsti. All’atto dell’accettazione dell’incarico deve essere designata la persona fisica responsabile della procedura.

Manager ed ex amministratori: coloro che abbiano svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in società di capitali o cooperative, dimostrando adeguate capacità imprenditoriali e purché non sia stata pronunciata nei loro confronti dichiarazione di liquidazione giudiziale.

Requisiti di Iscrizione per il Commercialista: Il Quadro Definitivo

Con le FAQ aggiornate dal Ministero della Giustizia e i chiarimenti forniti dal CNDCEC (Pronto Ordini n. 14/2025), il quadro dei requisiti per l’iscrizione dei commercialisti all’Elenco dei gestori della crisi è oggi perfettamente definito. Una delle semplificazioni più significative introdotte dal Correttivo-ter è l’eliminazione dell’obbligo di tirocinio semestrale per avvocati, commercialisti, esperti contabili e consulenti del lavoro.

Requisiti Formativi

Corso di formazione iniziale: per i commercialisti è richiesto un corso di 40 ore (non 200 come per i soggetti non iscritti ad albi professionali). Il corso deve essere conforme alle Linee Guida della Scuola Superiore della Magistratura e deve essere erogato da università pubbliche o private, enti convenzionati, oppure direttamente dagli ordini professionali.

Aggiornamento biennale: per mantenere l’iscrizione è necessario frequentare corsi di aggiornamento per almeno 18 ore ogni biennio. Gli ordini professionali possono stabilire criteri di equipollenza tra l’aggiornamento biennale dei gestori della crisi e i corsi di formazione professionale continua ordinaria, ottimizzando così il carico formativo complessivo.

Requisiti Esperienziali

Il professionista deve attestare, mediante autocertificazione, di possedere un’adeguata esperienza maturata nell’ultimo quinquennio quale attestatore, curatore, commissario giudiziale o liquidatore. L’esperienza può essere stata acquisita in proprio oppure in collaborazione con altri professionisti già iscritti nell’Elenco. L’autocertificazione deve indicare la tipologia di attività svolta e gli estremi delle procedure (nome, numero di ruolo, tribunale competente).

Requisiti di Onorabilità

I requisiti di onorabilità impongono che l’iscritto non si trovi in condizioni di ineleggibilità o decadenza secondo l’art. 2382 del codice civile, non sia stato sottoposto a misure di prevenzione o condannato per reati gravi, e non abbia riportato sanzioni disciplinari più gravi di quella minima prevista dall’albo di appartenenza negli ultimi cinque anni.

Contributo di Iscrizione

L’iscrizione è subordinata al versamento di un contributo di 150 euro, effettuabile tramite PagoPA o bonifico bancario. La domanda si presenta esclusivamente in via telematica attraverso il portale del Ministero della Giustizia.

📺 Video Approfondimento:
Per una panoramica completa sul Codice della Crisi d’Impresa, consigliamo la visione del video didattico relativo alla certificazione dei debiti contributivi:
Crisi d’Impresa e Commercialisti: Approfondimento – un contenuto utile per comprendere le dinamiche della disciplina e prepararsi sia all’esame di stato.

La Composizione Negoziata: Diventare Esperto Indipendente

Accanto all’Elenco dei gestori della crisi, il Codice prevede un secondo percorso professionale: quello dell’esperto indipendente nella composizione negoziata della crisi d’impresa (artt. 12-25 quinquies del D.Lgs. 14/2019).

La composizione negoziata è uno strumento stragiudiziale e volontario che consente all’imprenditore commerciale o agricolo in situazione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario di avviare trattative con i creditori, assistito da un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio. L’obiettivo è individuare una soluzione per il risanamento dell’impresa prima che si arrivi all’insolvenza irreversibile.

Requisiti per l’Iscrizione all’Elenco degli Esperti

L’Elenco degli esperti per la composizione negoziata è tenuto presso le Camere di Commercio dei capoluoghi di regione. I requisiti per l’iscrizione sono più stringenti rispetto all’Elenco ministeriale:

Anzianità di iscrizione: iscrizione da almeno 5 anni all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili (o degli avvocati o dei consulenti del lavoro). Questo requisito rende il ruolo di esperto un obiettivo di medio termine per il neo-abilitato.

Esperienza specifica: documentata esperienza nel campo della ristrutturazione aziendale e della crisi d’impresa. Per i consulenti del lavoro è richiesto di aver concorso almeno in 3 casi alla conclusione di accordi di ristrutturazione dei debiti omologati o di accordi sottostanti a piani attestati.

Formazione specifica: completamento di un corso di 55 ore disciplinato dal Decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia del 21 marzo 2023.

La domanda di iscrizione va presentata al proprio Ordine professionale, che verifica la completezza della documentazione e comunica alla Camera di Commercio del capoluogo di regione i nominativi dei professionisti idonei.

Le Funzioni dell’Esperto

L’esperto non è un consulente dell’impresa né un mediatore in senso tecnico, ma un facilitatore indipendente che agevola le trattative tra l’imprenditore, i creditori e gli eventuali altri soggetti interessati. Le sue funzioni principali comprendono: la verifica della situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa; la valutazione della ragionevole perseguibilità del risanamento; l’agevolazione delle trattative per individuare una soluzione allo squilibrio; il controllo sulla fattibilità del piano di risanamento proposto.

L’incarico ha una durata massima di 180 giorni dall’accettazione della nomina, prorogabile su richiesta motivata.

Le Funzioni Professionali nel Codice della Crisi

Una volta iscritto all’Elenco dei gestori della crisi, il commercialista può essere nominato dal tribunale per svolgere diverse funzioni nell’ambito delle procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza. Conoscere le caratteristiche di ciascun ruolo è essenziale sia per l’esame di stato che per la futura pratica professionale.

Il Curatore

Nella liquidazione giudiziale (che ha sostituito il fallimento), il curatore è l’organo preposto all’amministrazione del patrimonio del debitore. Le sue funzioni comprendono: la presa in consegna dei beni; la formazione dell’inventario; la redazione della relazione sulle cause dell’insolvenza; la gestione e liquidazione dell’attivo; la formazione del piano di riparto tra i creditori. Il curatore risponde del proprio operato al giudice delegato e al comitato dei creditori.

Il Commissario Giudiziale

Nel concordato preventivo, il commissario giudiziale svolge funzioni di vigilanza e controllo sull’attività del debitore. In particolare: vigila sull’adempimento del concordato; redige la relazione sui crediti, sulla proposta e sulle cause del dissesto; esprime parere sulla fattibilità del piano; riferisce al giudice delegato su ogni irregolarità. Il commissario giudiziale opera anche nell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

Il Liquidatore

Nel concordato con cessione dei beni e nella liquidazione controllata del sovraindebitato, il liquidatore è incaricato della vendita dei beni e della distribuzione del ricavato ai creditori. Le sue funzioni sono analoghe a quelle del curatore, ma nell’ambito di procedure diverse dalla liquidazione giudiziale.

L’Attestatore

Il professionista indipendente attestatore ha il compito di verificare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano di risanamento nei piani attestati, negli accordi di ristrutturazione dei debiti e nel concordato preventivo. L’attestazione è un documento cruciale perché sulla sua base i creditori e il tribunale assumono decisioni rilevanti. L’attestatore deve possedere requisiti di indipendenza rispetto al debitore e ai creditori.

Il Sovraindebitamento: Un’Area in Espansione

Il Codice della Crisi disciplina anche le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, destinate ai consumatori, ai professionisti, agli imprenditori minori, agli imprenditori agricoli e alle start-up innovative. Queste procedure (ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata) sono gestite dagli Organismi di Composizione della Crisi (OCC), presso i quali il commercialista può operare come gestore della crisi.

Nel 2026 questo settore si conferma in forte espansione, anche per effetto della crescente consapevolezza dei cittadini riguardo agli strumenti di esdebitazione disponibili. Per il neo-commercialista rappresenta un’area di ingresso relativamente accessibile nel mondo della crisi d’impresa.

📋 FOCUS: Legge di Bilancio 2026 e Crisi d’Impresa

Le connessioni normative che il praticante commercialista deve conoscere per l’esame e per la professione

La Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025), con i suoi 137 articoli, introduce disposizioni che si intrecciano profondamente con la disciplina della crisi d’impresa. Per il praticante commercialista, comprendere queste connessioni è fondamentale: rappresentano un tema sempre più frequente nelle tracce d’esame e costituiscono il cuore della consulenza aziendale moderna. Il fil rouge che attraversa la manovra è chiaro: le agevolazioni fiscali premiano le imprese “sane” o in percorsi di risanamento virtuoso, escludendo quelle in procedure liquidatorie.

1. Super-Ammortamento e Iper-Ammortamento 2026 (Art. 94)

L’art. 94 della Legge di Bilancio 2026 reintroduce la maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali, sostituendo i crediti d’imposta “Transizione 4.0” e “5.0” con un sistema di deduzione extracontabile. La misura si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, con possibilità di estensione al 30 giugno 2027 se l’ordine è stato accettato e un acconto pari ad almeno il 20% è stato versato entro il 31 dicembre 2026.

Aliquote della maggiorazione “base” (beni Allegati A e B L. 232/2016):

Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro: maggiorazione del 180%. Per investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro: maggiorazione del 100%. Per investimenti da 10 a 20 milioni di euro: maggiorazione del 50%.

Aliquote della maggiorazione “green” (investimenti con riduzione consumi energetici):

Se l’investimento garantisce una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3% (o del 5% nei processi interessati), le aliquote aumentano significativamente: 220% fino a 2,5 milioni, 140% da 2,5 a 10 milioni, 90% da 10 a 20 milioni. La riduzione dei consumi si considera automaticamente conseguita in caso di: sostituzione di beni interamente ammortizzati da almeno 24 mesi; progetti realizzati tramite ESCo con contratto EPC; installazione di moduli fotovoltaici conformi all’art. 12 D.L. 181/2023.

Beni ammissibili: beni materiali e immateriali nuovi compresi negli Allegati A e B della L. 232/2016 (beni “Industria 4.0”), interconnessi al sistema aziendale; beni strumentali per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo; impianti di stoccaggio dell’energia prodotta.

⛔ ESCLUSIONE PER PROCEDURE CONCORSUALI: Il beneficio non spetta alle imprese in stato di: liquidazione volontaria, liquidazione giudiziale, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, amministrazione straordinaria, o sottoposte ad altra procedura concorsuale di natura liquidatoria. Sono altresì escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

Requisiti di regolarità: oltre all’assenza di procedure concorsuali, l’accesso al beneficio è subordinato al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali (DURC regolare).

Modalità operative: il beneficio è riconosciuto tramite variazione extracontabile in diminuzione, proporzionale alle quote di ammortamento. Le imprese devono inviare comunicazione telematica al GSE con modelli standardizzati e produrre certificazioni tecniche per gli investimenti “green”. È previsto un decreto attuativo MIMIT-MEF-MASE entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge.

2. Rottamazione Quinquies (Art. 23)

L’art. 23 della Legge di Bilancio 2026 introduce la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali, una misura di particolare rilevanza per le imprese in difficoltà economica. La rottamazione quinquies consente di estinguere i debiti fiscali pagando esclusivamente la sorte capitale, con l’azzeramento totale di sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione.

Ambito oggettivo: sono definibili i debiti risultanti dai carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, derivanti da: omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali; controlli automatizzati (art. 36-bis D.P.R. 600/1973) e formali (art. 36-ter D.P.R. 600/1973) delle dichiarazioni; controlli IVA (artt. 54-bis e 54-ter D.P.R. 633/1972); omesso versamento di contributi previdenziali INPS (esclusi quelli da accertamento); sanzioni per violazioni del Codice della strada (limitatamente a interessi e aggio).

Sono esclusi: i carichi derivanti da accertamenti dell’Agenzia delle Entrate, le somme relative a sanzioni penali, i recuperi di aiuti di Stato dichiarati illegittimi.

✅ NOVITÀ PER LE IMPRESE IN CRISI: La rottamazione quinquies include espressamente i debiti rientranti in procedure concorsuali o di composizione della crisi d’impresa, con applicazione delle regole dei crediti prededucibili. Questo significa che il debito rottamato, se l’impresa è in procedura, assume il rango della prededuzione, garantendo priorità nel soddisfacimento. È una novità significativa che consente di coordinare la definizione agevolata con i percorsi di risanamento previsti dal Codice della Crisi.

Effetti dell’adesione: dalla presentazione della domanda si sospendono le azioni esecutive (fermi, ipoteche, pignoramenti), salvo che non sia già stato tenuto il primo incanto con esito positivo. Il contribuente non è più considerato inadempiente sui debiti rottamati: questo consente di ottenere il DURC regolare, fondamentale per partecipare ad appalti e accedere ad altre agevolazioni. Le rateazioni ordinarie in corso sui carichi inclusi nella domanda sono automaticamente sospese.

Scadenze operative: domanda di adesione telematica entro il 30 aprile 2026; comunicazione dell’importo dovuto da parte dell’Agenzia Entrate-Riscossione entro il 30 giugno 2026; prima rata (o unica soluzione) entro il 31 luglio 2026.

Modalità di pagamento: in unica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo (importo minimo per rata: 100 euro). Le prime tre rate scadono il 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026; le successive con cadenza bimestrale fino al 2035. In caso di rateazione si applicano interessi al tasso del 4% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026.

Cause di decadenza: mancato o insufficiente pagamento della rata unica o della prima rata; mancato pagamento di almeno due rate, anche non consecutive; mancato pagamento dell’ultima rata del piano.

3. IRES Premiale (Art. 1, co. 436 ss. L. 207/2024 – conferma 2026)

L’IRES premiale, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 e confermata per il 2026, prevede la riduzione dell’aliquota IRES dal 24% al 20% per le società di capitali che reinvestono gli utili in beni produttivi e occupazione. La misura, attuata con D.M. 8 agosto 2025, si inserisce nella riforma fiscale (L. 111/2023) e mira a premiare le imprese che rafforzano la propria struttura patrimoniale e produttiva.

Requisiti cumulativi per l’accesso:

1) Accantonamento utili: almeno l’80% dell’utile d’esercizio 2024 deve essere accantonato in una riserva apposita denominata “Riserva utili IRES premiale”.

2) Investimenti qualificati: investimenti in beni materiali e immateriali 4.0 o 5.0 per un importo pari al maggiore tra il 30% dell’accantonamento e il 24% dell’utile 2023, da effettuare tra il 1° gennaio 2025 e il 31 ottobre 2026.

3) Incremento occupazionale: aumento dell’organico di almeno l’1% rispetto all’anno precedente (con contratti a tempo indeterminato), e comunque almeno una nuova assunzione.

4) Mantenimento occupazionale: numero medio di lavoratori non inferiore al triennio precedente.

5) Assenza di cassa integrazione: nessun ricorso a CIG ordinaria o straordinaria nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024 e in quello successivo, salvo eccezioni di legge.

⛔ ESCLUSIONE PER PROCEDURE CONCORSUALI: L’IRES premiale non si applica alle società in liquidazione ordinaria, assoggettate a procedure concorsuali di natura liquidatoria, o che determinano il reddito con regimi forfettari. La ratio è chiara: la misura premia la solidità e la crescita, non la gestione della crisi in fase terminale.

Vincoli e decadenza: la riserva accantonata non può essere distribuita fino al 31 dicembre 2026; i beni acquistati non possono essere ceduti, dismessi o delocalizzati all’estero fino al quinto anno successivo all’acquisto. In caso di violazione, l’impresa deve restituire l’imposta risparmiata.

4. Altre Misure con Esclusione per Procedure Concorsuali

Credito d’imposta ZES Unica (Art. 95): prorogato per il triennio 2026-2028 con autorizzazione di spesa di 2,3 miliardi per il 2026. Il credito spetta alle imprese che realizzano investimenti in beni strumentali nuovi nelle regioni della ZES unica del Mezzogiorno. Requisiti di accesso: regolarità contributiva (DURC) e assenza di procedure concorsuali.

Nuova Sabatini (Art. 97): rifinanziata per il 2026, prevede contributi a fondo perduto per PMI che acquistano macchinari, impianti, attrezzature e beni strumentali. L’accesso richiede regolarità contributiva e non ammette imprese in stato di difficoltà o sottoposte a procedure concorsuali.

Credito d’imposta Zone Logistiche Semplificate (Art. 96): rinnovato per il triennio 2026-2028 con limite di spesa di 100 milioni annui. Stessi requisiti di regolarità delle altre misure.

📊 Tabella Riepilogativa: Agevolazioni 2026 e Procedure Concorsuali

Agevolazione Beneficio Esclusi Ammessi in crisi
Super-ammortamento (Art. 94) Maggiorazione costo 180%/100%/50% Liquidazione, concordato senza continuità, procedure liquidatorie Composizione negoziata, concordato in continuità
Iper-ammortamento green Maggiorazione costo 220%/140%/90% Come sopra + sanzioni D.Lgs. 231/2001 Composizione negoziata, concordato in continuità
IRES Premiale Aliquota ridotta dal 24% al 20% Liquidazione ordinaria, procedure concorsuali, forfettari Imprese in bonis con assetti adeguati
ZES Unica Credito d’imposta investimenti Procedure concorsuali, irregolarità contributiva Imprese regolari in percorsi di risanamento
Nuova Sabatini Contributi a fondo perduto PMI Imprese in difficoltà, procedure concorsuali PMI con DURC regolare
Rottamazione Quinquies Azzeramento sanzioni/interessi/aggio Carichi da accertamento – con prededucibilità in procedure concorsuali

💡 Implicazioni Pratiche: Il Valore della Prevenzione

La manovra 2026 si inserisce nel solco tracciato dall’art. 2086 del codice civile e dall’art. 3 del Codice della Crisi, che impongono alle imprese di dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati per rilevare tempestivamente gli squilibri. Nel nuovo contesto normativo, la trasparenza finanziaria diventa quello che gli analisti definiscono “capitale negoziale”: un piano di risanamento, per essere credibile, deve basarsi su informazioni verificabili, dati coerenti e un atteggiamento collaborativo.

Il messaggio del legislatore è inequivocabile:

Chi previene la crisi (composizione negoziata, piani attestati, concordato in continuità) mantiene l’accesso a super-ammortamento, crediti d’imposta, agevolazioni fiscali e finanziarie.

Chi arriva tardi (liquidazione giudiziale, concordato liquidatorio) perde questi benefici, aggravando ulteriormente la situazione patrimoniale.

Per il commercialista, questo crea un argomento potentissimo nella consulenza al cliente: intervenire tempestivamente non è solo una questione di sopravvivenza aziendale, ma anche di convenienza fiscale misurabile. Un’impresa che attiva la composizione negoziata prima del deterioramento irreversibile può continuare a beneficiare di una maggiorazione del costo di acquisizione fino al 220%, mentre la stessa impresa, una volta entrata in liquidazione giudiziale, perde completamente questo vantaggio.

⚠️ Nota Operativa per il Commercialista

Nell’assistenza a un’impresa cliente in difficoltà, il commercialista deve sempre valutare l’impatto della scelta dello strumento di gestione della crisi sull’accesso alle agevolazioni fiscali. La differenza tra un concordato in continuità e un concordato liquidatorio non è solo procedurale: può tradursi in centinaia di migliaia di euro di benefici fiscali persi o conservati. Analogamente, l’adesione alla rottamazione quinquies può essere coordinata con il percorso concorsuale grazie alla prededucibilità dei crediti definiti.

🎯 Il Ruolo Centrale del Commercialista

La crescente integrazione tra normative fiscali, assetti organizzativi e governance della crisi sta ridisegnando il modello di consulenza professionale. Il commercialista non può più limitarsi a un approccio puramente contabile o fiscale: deve essere in grado di leggere i segnali di squilibrio, consigliare l’imprenditore sugli strumenti disponibili e accompagnarlo nei percorsi di prevenzione o risanamento, tenendo sempre presente le conseguenze fiscali delle diverse opzioni.

Per il praticante che si prepara all’esame di stato 2026, questa evoluzione rappresenta un’opportunità straordinaria: la domanda di professionisti con competenze trasversali – fiscali, aziendalistiche e concorsuali – è in crescita esponenziale e continuerà ad aumentare. Chi padroneggia le connessioni tra Codice della Crisi e Legge di Bilancio ha un vantaggio competitivo che sarà sempre più riconosciuto dal mercato.

Prospettive 2026: Un Anno di Opportunità

Il 2026 si presenta come un anno particolarmente favorevole per chi intende specializzarsi nella crisi d’impresa. Il quadro normativo è consolidato dopo tre correttivi, la giurisprudenza sta fornendo interpretazioni sempre più chiare, e le procedure applicative sono rodate. Chi si abilita e si forma in questo ambito nel 2026 potrà operare in un contesto di certezza normativa che non era disponibile negli anni precedenti.

Cosa Aspettarsi

Stabilità normativa: dopo l’intensa fase di aggiustamenti 2022-2024, il Codice della Crisi è nella sua forma definitiva. Gli investimenti in formazione fatti oggi mantengono il loro valore nel tempo.

Integrazione con la fiscalità: la Legge di Bilancio 2026 conferma che crisi d’impresa e fiscalità sono sempre più interconnesse. Il commercialista che padroneggia entrambe le discipline ha un vantaggio competitivo significativo.

Domanda di mercato: le imprese in difficoltà necessitano di professionisti qualificati. La composizione negoziata, in particolare, sta dimostrando la sua efficacia come strumento di prevenzione dell’insolvenza e richiede esperti preparati.

Minore concorrenza: non tutti i commercialisti scelgono di specializzarsi in questo settore. Chi lo fa si distingue e intercetta una fascia di mercato specifica.

Percorso Consigliato per il Praticante

Durante il praticantato: partecipare, ove possibile, a procedure di crisi gestite dallo studio. Anche l’osservazione di un concordato preventivo o di una composizione negoziata fornisce competenze preziose che saranno utili sia all’esame che nella professione.

Prima dell’esame: studiare approfonditamente il Codice della Crisi d’Impresa nella sua versione consolidata, con attenzione anche alle connessioni con la Legge di Bilancio 2026. I temi d’esame richiedono conoscenza sistematica della materia e capacità di applicazione pratica.

Subito dopo l’abilitazione: frequentare il corso abilitante di 40 ore per l’iscrizione all’Elenco dei gestori della crisi. Anche senza esperienza pregressa significativa, l’iscrizione consente di iniziare a ricevere incarichi dal tribunale e costruire progressivamente il proprio curriculum.

Nel medio termine (5 anni): maturare i requisiti per l’iscrizione all’Elenco degli esperti per la composizione negoziata, completando il corso di 55 ore e documentando l’esperienza acquisita.

Conclusioni

Il Codice della Crisi d’Impresa ha ridisegnato il ruolo del commercialista nelle situazioni di difficoltà aziendale, ampliando significativamente le competenze riservate alla professione. La Legge di Bilancio 2026 rafforza ulteriormente questa centralità, collegando la gestione della crisi all’accesso alle agevolazioni fiscali e premiando le imprese che adottano comportamenti virtuosi.

Per il praticante che si prepara all’esame di stato 2026, questa materia non è solo un capitolo da studiare per la seconda prova scritta, ma rappresenta un investimento concreto per il futuro professionale. L’iscrizione all’Elenco dei gestori della crisi, la specializzazione nella composizione negoziata, le funzioni di curatore, commissario, liquidatore e attestatore costituiscono percorsi professionali accessibili già nei primi anni di carriera, a condizione di acquisire le competenze necessarie.

Il 2026, con il suo quadro normativo finalmente stabile e le nuove connessioni tra crisi d’impresa e fiscalità, è il momento ideale per iniziare questo percorso: lo studio per l’esame di stato può trasformarsi nella base di una specializzazione professionale distintiva e richiesta dal mercato.

📚 Riferimenti Normativi Essenziali

  • D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza
  • D.Lgs. 17 giugno 2022, n. 83 – Primo correttivo al Codice della Crisi
  • D.Lgs. 13 settembre 2024, n. 136 – Terzo correttivo (Correttivo-ter)
  • Legge 30 dicembre 2025, n. 207 – Legge di Bilancio 2026 (art. 23 Rottamazione Quinquies; artt. 94-98 Misure pro-impresa)
  • D.M. 8 agosto 2025 – Decreto attuativo IRES premiale
  • D.M. 3 marzo 2022, n. 75 – Regolamento sull’Elenco dei gestori della crisi
  • D.M. 24 settembre 2014, n. 202 – Requisiti per gli OCC
  • Decreto dirigenziale 21 marzo 2023 – Formazione esperti composizione negoziata

📝 Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità formative e divulgative, e sono da ritenersi indicative. Per l’iscrizione agli elenchi professionali si raccomanda di consultare sempre le fonti ufficiali e le FAQ aggiornate del Ministero di Competenza.

test pagina ege

VIDEOCORSO 44H

+ ESAME QUALIFICA

Diventa EGE – Esperto in Gestione dell’Energia

Corso completo di 44 ore + esame di qualifica per ottenere la certificazione EGE riconosciuta a livello nazionale. Fruibile 24/7 da qualsiasi dispositivo.

📜 CREDITI FORMATIVI RICONOSCIUTI

44 CFP Geometri

44 CFP Periti Industriali

20 CFP Architetti

45 CFP Ingegneri


Pagamento anche in 12 rate

🎬

Fruibile H24

Accedi quando vuoi, da PC, tablet o smartphone

📚

Dispense incluse

Materiale scaricabile e stampabile

👨‍🏫

Tutor dedicato

Supporto didattico per tutta la durata

🔄

Lezioni rivedibili

Senza limitazioni per tutto l’anno

Cos’è la qualifica EGE?

L’Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) è una figura professionale certificata secondo la norma UNI CEI 11339, indispensabile per operare nei processi di efficientamento energetico.

Con il D.Lgs. 102/2014 e le recenti direttive europee, questa qualifica è diventata obbligatoria in molti contesti e rappresenta un importante valore aggiunto professionale.

Dove è obbligatorio l’EGE?

  • Diagnosi energetiche per aziende energivore
  • Progetti presso le Pubbliche Amministrazioni
  • Lavori con le società ESCo
  • Appalti pubblici con requisiti CAM
  • Interventi di efficientamento edilizio
  • Consulenze su incentivi e bonus energia

A chi è rivolto questo corso?

👷

Geometri

🏗️

Ingegneri

🏛️

Architetti

⚙️

Periti Industriali

💼

Energy Manager

E tutti i professionisti tecnici che operano nel settore dell’efficienza energetica

Programma didattico – 44 ore

Responsabile scientifico: Ing. Gabriele Insabato, EGE abilitato, Operations Manager GREEN HEAD LIGHT

1. Diagnosi energetica

4 ore

2. Sistemi di gestione dell’energia e norma ISO 50001

4 ore

3. Sistemi di monitoraggio e contratti per servizi energetici

4 ore

4. Mercato dell’energia elettrica e del gas

8 ore

5. Politiche ambientali e sistema EU ETS – Emission Trading

4 ore

6. Normativa per efficienza energetica e fonti rinnovabili (FER)

8 ore

7. Analisi costi-benefici per interventi di efficientamento

8 ore

8. Approfondimento EGE in ambito civile

4 ore

9. Aggiornamenti normativi 2025

2 ore

📋 Esame di qualifica EGE

L’esame è opzionale e serve solo a chi vuole ottenere la qualifica EGE ufficiale.

🗓️ Quando

Sessioni ogni 2 mesi circa, il secondo o terzo sabato del mese

📍 Dove

Online oppure in sede a Treviso (a tua scelta)

📝 Formato

Test + caso pratico + orale (tutto nella stessa giornata)

💶 Costo esame

793€ IVA inclusa (da versare a ICMQ al momento dell’iscrizione)

Iscriviti al corso EGE

Accesso immediato · Fattura detraibile · Assistenza dedicata

380€ + IVA

(463,60€ IVA inclusa) – anche in 12 rate mensili


✓ 44 ore di videolezioni registrate

✓ Dispense scaricabili e stampabili

✓ Tutor didattico disponibile

✓ Accesso H24 per 12 mesi

✓ Crediti formativi riconosciuti

✓ Attestato di frequenza

Oppure bonifico a: IT13S0103061530000000624229
Intestato: ASS. COPERNICO – Causale: EGE

Hai domande?

📍

Via Roma 127, Carbonera (TV)

CCNL in rinnovo 2025 e prospettive 2026

CCNL in Rinnovo 2025: Opportunità e Sfide per i Consulenti del Lavoro

Il Panorama della Contrattazione Collettiva a Dicembre 2025

La fine del 2025 segna un momento di svolta nella storia delle relazioni industriali italiane. Secondo i dati ISTAT del terzo trimestre 2025, 29 contratti collettivi nazionali risultano ancora in attesa di rinnovo, coinvolgendo circa 5,6 milioni di dipendenti, pari al 43,1% del totale. Un dato che rappresenta sia una sfida che un’opportunità straordinaria per i consulenti del lavoro, chiamati a guidare le aziende clienti attraverso un panorama contrattuale in rapida evoluzione.

Il tempo medio di attesa per i lavoratori con contratto scaduto è salito a 27,9 mesi a settembre 2025 (rispetto ai 18,3 mesi di settembre 2024), evidenziando tensioni persistenti nel sistema delle relazioni industriali. Tuttavia, la stagione autunnale 2025 ha portato risultati storici, con 46 contratti collettivi nazionali ora in vigore che coprono circa 7,5 milioni di dipendenti (56,9% del totale), inclusi rinnovi attesi da anni come Multiservizi e Metalmeccanici.

📺 Video Approfondimento:
Per comprendere l’evoluzione della contrattazione collettiva e le sue implicazioni pratiche, consigliamo la visione del video formativo:
Sviluppo tema CDL – ORARIO di LAVORO l’evoluzione della norma – una lezione completa sull’evoluzione normativa che aiuta a comprendere i meccanismi di adattamento della contrattazione alle esigenze moderne.

I Rinnovi Chiave del 2025: Settori e Aumenti

Metalmeccanici Industria: Il Rinnovo Storico

Il 22 novembre 2025 è stato firmato il rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria, dopo 17 mesi di vacanza contrattuale, 40 ore di sciopero e manifestazioni in tutta Italia. L’accordo tra Federmeccanica, Assistal, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil interessa oltre 1,5 milioni di lavoratori e rappresenta un punto di riferimento per l’intero sistema contrattuale.

Principali novità economiche:

Elemento Dettaglio
Aumento complessivo livello C3€ 205,32 mensili
Incremento percentuale9,64% (superiore all’IPCA del 7,20%)
Prima tranche (già erogata 1/6/2025)€ 27,70
Seconda tranche (1/6/2026)€ 53,17
Terza tranche (1/6/2027)€ 59,58
Quarta tranche (1/6/2028)€ 64,87
Flexible BenefitsDa € 200 a € 250 annui (da febbraio 2026)

Clausola di salvaguardia e struttura economica: L’accordo conferma la garanzia di adeguamento all’indice IPCA-NEI (al netto degli energetici importati), una quota aggiuntiva di salario e, elemento cruciale, una clausola di salvaguardia che protegge i lavoratori da eventuali picchi inflattivi durante la vigenza contrattuale.

Novità normative rilevanti per i CDL:

  • Stabilizzazione precari: Introdotto obbligo del 20% di stabilizzazioni per utilizzo delle causali oltre i 12 mesi
  • Staff leasing: Diritto di assunzione dopo 48 mesi anche non continuativi
  • Causali contrattuali: Definite contrattualmente le causali soggettive e oggettive per contratti a termine
  • Orario di lavoro: Avvio sperimentazione sulla riduzione orario con commissione dedicata
  • Previdenza complementare: Contributo aziendale dal 2% al 2,2% (2,5% per under 35 e donne)

Logistica, Trasporto Merci e Spedizione

Il 6 dicembre 2024 è stato siglato il rinnovo del CCNL Logistica, che interessa circa un milione di lavoratori tra corrieri, autisti, magazzinieri e impiegati del settore. L’accordo, in vigore fino al 31 dicembre 2027, rappresenta un aggiornamento significativo dopo che la revisione normativa risaliva al 2017.

Aumenti retributivi previsti:

  • Personale non viaggiante: € 230 a regime (livello 3S)
  • Personale viaggiante: € 260 a regime (livello 3B)
  • Introduzione dell’EPA (Elemento Professionale d’Area), nuova voce retributiva
  • Aumenti erogati in 4 tranche: gennaio 2025, gennaio 2026, gennaio 2027, giugno 2027

Gas-Acqua: Accordo Triennale 2025-2027

L’8 maggio 2025 è stato firmato il rinnovo del CCNL Gas-Acqua tra ANFIDA, PROXIGAS, ASSOGAS, UTILITALIA e i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil. L’accordo prevede:

  • Aumento sui minimi tabellari: € 260 nel triennio
  • Una tantum: € 230 erogata con le competenze di luglio 2025
  • Riduzione orario settimanale da 38 ore e 30 minuti a 38 ore
  • Aumento indennità giornaliera di reperibilità di € 2
  • Nuovo impianto classificatorio con meccanismo di crescita professionale

Attività Ferroviarie: Rinnovo per 90.000 Lavoratori

Il 22 maggio 2025 è stata siglata l’ipotesi di rinnovo del CCNL Mobilità/Attività Ferroviarie con Agens, insieme al rinnovo aziendale del Gruppo FS. L’accordo, scaduto il 31 dicembre 2023, prevede:

  • Aumento medio di € 230 mensili (livello C1) in tre tranche
  • Premio di risultato: € 950 per il 2024, € 1.100 per il 2025, € 1.200 per il 2026
  • Rivalutazione di numerose indennità
  • Codice di condotta contro le molestie sessuali
  • Nuovi strumenti per genitorialità e assistenza familiare

Somministrazione: Focus su Formazione e Welfare

Il 3 febbraio 2025 Assolavoro, Assosomm e i sindacati Nidil-Cgil, Felsa-Cisl, Uiltemp hanno firmato il rinnovo del CCNL Somministrazione, ratificato definitivamente il 22 luglio 2025 (vigenza fino al 20 luglio 2028). Tra le novità:

  • Indennità di disponibilità aumentata oltre il 15%: da € 800 a € 1.000 mensili
  • Prestazioni bilateralità: incremento del 20%
  • Potenziamento welfare sanitario di settore
  • Nuovo art. 10-bis sulla formazione e sviluppo competenze
  • Preavviso di 3 giorni per proroghe contratti oltre 6 mesi

Lavoro Domestico: Rinnovo dal 1° Novembre 2025

Il 28 ottobre 2025 è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (colf, badanti, baby sitter), in vigore dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2028. Il contratto interessa oltre 800.000 lavoratori regolari.

  • Aumento strutturale fino a € 100 lordi mensili per conviventi livello BS
  • Adeguamento costo vita 2021-2025: circa € 135,75 sul livello medio
  • Coefficiente ISTAT per rivalutazione passa dall’80% al 90%
  • Nuovi permessi retribuiti per visite mediche e rinnovo permesso di soggiorno
  • Indennità certificazione professionale UNI 11766:2019: € 30 mensili dal 2026

📺 Video Approfondimento:
Per comprendere meglio l’evoluzione dei contratti a termine e le relative novità normative:
Esame Consulente del Lavoro – Norma per l’estensione dei contratti a termine oltre i 12 mesi – un approfondimento sulle recenti modifiche legislative che hanno impattato la gestione contrattuale.

I Settori Ancora in Attesa: Criticità e Opportunità

Rinnovi Recenti da Segnalare

La stagione contrattuale 2025 ha visto importanti progressi anche in settori storicamente critici:

Multiservizi e Pulizie: ✓ RINNOVATO – Il 13 giugno 2025 è stata firmata l’ipotesi di accordo dopo anni di attesa. Aumento retributivo di € 215 lordi (+16,6%) in 7 tranche fino al 2028. Vigenza 1° giugno 2025 – 31 dicembre 2028. Coinvolge oltre 600.000 lavoratori. Nota: ANIP-Confindustria non ha sottoscritto l’accordo.

Cooperative Sociali: ✓ RINNOVATO – Contratto 2023-2025 firmato il 26 gennaio 2024, con addendum del 17 settembre 2025 per gli educatori socio-pedagogici. Aumento di € 120 sul livello C1, introduzione della quattordicesima al 50%, maternità integrata al 100%. Coinvolge oltre 400.000 lavoratori.

I Contratti Ancora Critici

Nonostante i numerosi rinnovi, permangono situazioni di grave ritardo che richiedono particolare attenzione da parte dei consulenti del lavoro:

RSA e Assistenza (ARIS/AIOP): Il contratto ARIS RSA è scaduto da oltre 13 anni. Il 20 novembre 2025 si è riunito il tavolo tecnico di trattativa, con prossimo appuntamento fissato per l’11 dicembre 2025. Sono stati firmati solo accordi ponte nel 2023-2024, ma non un vero rinnovo contrattuale. Coinvolge circa 28.000 lavoratori tra ARIS e AIOP RSA, con evidenti problemi di attrattività del settore.

Giornalismo (Fnsi-Fieg): Contratto fermo dal 2016, quasi 10 anni di attesa. Il 28 novembre 2025 è in corso lo sciopero nazionale dei giornalisti per il rinnovo. La trattativa è in stallo: la FNSI chiede aumenti adeguati e regolamentazione dell’intelligenza artificiale, mentre la FIEG propone un accordo ponte economico. Coinvolge circa 15.000 lavoratori. Nota: esiste un CCNL FNSI-ANSO-FISC (stampa online e settimanali cattolici) rinnovato a dicembre 2024.

Agricoltura: Il CCNL Operai Agricoli e Florovivaisti 2022-2025 scade il 31 dicembre 2025. A settembre 2025 è stata approvata la piattaforma sindacale per il rinnovo 2026-2029, che chiede un aumento salariale del 6,5% nel biennio 2026-2027. Coinvolge circa un milione di lavoratori. Le trattative devono ancora iniziare formalmente.

Il Fenomeno dei Contratti “Pirata”

Il perdurare delle vacanze contrattuali alimenta il rischio dei cosiddetti “contratti pirata”, firmati da sigle sindacali minoritarie e spesso peggiorativi. Secondo Confcommercio, oltre 160.000 lavoratori sono interessati da questo fenomeno, che rappresenta un dumping salariale interno senza precedenti. Nel settore dei pubblici esercizi, ad esempio, esistono oltre 40 contratti collettivi depositati presso il CNEL, ma la maggioranza trova applicazione presso un numero limitato di aziende.

Clausole di Salvaguardia e Meccanismi Anti-Inflazione

Un elemento distintivo dei rinnovi 2025 è l’attenzione alla tutela del potere d’acquisto attraverso meccanismi automatici di adeguamento:

Modello Metalmeccanici:

  • Adeguamento automatico all’indice IPCA-NEI (depurato dagli energetici importati)
  • Quota aggiuntiva salariale oltre l’inflazione
  • Clausola di salvaguardia: se l’inflazione reale supera le previsioni, i minimi vengono adeguati
  • Verifica annuale a giugno con eventuale adeguamento retroattivo

Modello Lavoro Domestico:

  • Rivalutazione automatica annuale dei minimi basata su indici ISTAT
  • Percentuale di recupero aumentata dall’80% al 90%

Questi meccanismi rappresentano un modello di riferimento per i futuri rinnovi e richiedono ai consulenti del lavoro competenze specifiche nella gestione degli adeguamenti automatici e nel calcolo degli arretrati.

Welfare Contrattuale: Le Novità 2025

Il welfare contrattuale assume un ruolo sempre più centrale nei CCNL rinnovati. Le principali novità riguardano:

Importi obbligatori per settore:

CCNL Importo Welfare Annuo Scadenza Erogazione
Metalmeccanici Industria€ 250Febbraio 2026
Terziario Avanzato (Dirigenti)€ 2.60031 dicembre
Terziario Avanzato (Quadri)€ 1.30031 dicembre
Terziario Avanzato (Impiegati)€ 66031 dicembre
Grafici Editoriali (Piccola Industria)€ 30031 dicembre 2025
Orafi e Argentieri€ 2001° giugno

Tendenze emergenti nel welfare contrattuale:

  • Maggiore flessibilità: piattaforme che consentono ai lavoratori di scegliere i benefit più adatti
  • Attenzione a salute mentale, genitorialità, mobilità sostenibile
  • Estensione a settori tradizionalmente meno strutturati (turismo, ristorazione)
  • Collegamento con principi ESG (Environmental, Social, Governance)

📺 Video Fiscale:
Per approfondire le implicazioni fiscali del welfare contrattuale e le misure di sostegno al reddito:
Riduzione del Cuneo Fiscale – analisi delle misure di sostegno al reddito e loro interazione con il welfare aziendale e contrattuale.

Arretrati Contrattuali: Gestione e Calcolo

La gestione degli arretrati rappresenta una delle competenze più richieste ai consulenti del lavoro in questa fase. Ecco i principali aspetti da considerare:

Metalmeccanici: Gli arretrati coprono il periodo dalla scadenza del contratto precedente (30 giugno 2024) alla data di decorrenza delle nuove condizioni, differenziati per livello e liquidati con la prima busta paga utile.

Attività Ferroviarie: Previsto recupero del premio di risultato 2024 per € 950, con erogazione separata.

Scuola: Gli arretrati stimati ammontano a circa € 2.500 per i docenti e oltre € 1.830 per il personale ATA.

Aspetti operativi per il CDL:

  • Verifica della corretta applicazione retroattiva degli aumenti
  • Calcolo degli arretrati su tutti gli istituti contrattuali (TFR, ferie, malattia)
  • Gestione fiscale: gli arretrati possono essere soggetti a tassazione separata
  • Comunicazione trasparente ai dipendenti sulle tempistiche di erogazione

Opportunità Professionali per i Consulenti del Lavoro

Nuove Competenze Richieste

Il panorama contrattuale in evoluzione richiede ai consulenti del lavoro lo sviluppo di competenze specifiche:

Competenze tecniche avanzate:

  • Gestione dei meccanismi di adeguamento automatico all’inflazione (IPCA-NEI)
  • Calcolo e liquidazione degli arretrati contrattuali
  • Implementazione dei piani di welfare contrattuale e utilizzo delle piattaforme
  • Gestione delle causali per contratti a termine e stabilizzazioni
  • Applicazione delle nuove clausole sociali nei cambi appalto

Competenze consulenziali:

  • Analisi comparativa dei CCNL per individuare il contratto più vantaggioso
  • Valutazione della rappresentatività sindacale per evitare contratti “pirata”
  • Pianificazione strategica dei costi del personale in scenari multi-anno
  • Supporto nelle relazioni sindacali aziendali

Servizi ad Alto Valore Aggiunto

La complessità del quadro contrattuale apre opportunità per nuovi servizi professionali:

Audit di Compliance Contrattuale: Verifica della corretta applicazione dei CCNL maggiormente rappresentativi, con particolare attenzione a:

  • Corrispondenza tra codice CCNL indicato in UNIEMENS e contratto effettivamente applicato
  • Rispetto dei minimi retributivi aggiornati
  • Adempimento degli obblighi di welfare contrattuale
  • Corretta gestione delle clausole di stabilizzazione

Consulenza Strategica sulla Contrattazione: Supporto alle aziende per:

  • Scelta del CCNL più appropriato nel rispetto della rappresentatività
  • Negoziazione di accordi di secondo livello
  • Sviluppo di piani di welfare aziendale integrati
  • Gestione dei cambi appalto con applicazione delle clausole sociali

Formazione e Aggiornamento: Erogazione di servizi formativi per:

  • HR Manager aziendali sui nuovi adempimenti contrattuali
  • Imprenditori sulle opportunità di welfare e agevolazioni fiscali
  • RSU/RSA sulla corretta interpretazione delle novità normative

Le Sfide della Transizione

Complessità Interpretativa

L’individuazione dei “contratti maggiormente applicati” presenta significative sfide interpretative. La giurisprudenza ha elaborato criteri specifici per valutare la rappresentatività sindacale:

  • Consistenza numerica: Numero di iscritti e base associativa effettiva
  • Presenza equilibrata: Distribuzione in diversi settori produttivi
  • Copertura territoriale: Organizzazione estesa sul territorio nazionale
  • Partecipazione contrattuale: Effettiva partecipazione alla formazione dei contratti

Strumenti per i Consulenti del Lavoro

Per affrontare questa complessità, i professionisti devono sviluppare:

  • Database aggiornati: Sistemi informativi sui contratti collettivi e le relative parti sociali
  • Competenze di analisi: Capacità di valutazione comparativa tra diversi sistemi contrattuali
  • Network professionale: Relazioni con associazioni datoriali e sindacati per informazioni tempestive
  • Formazione continua: Aggiornamento costante sulle evoluzioni giurisprudenziali e normative

Prospettive Future e Tendenze

Digitalizzazione delle Relazioni Industriali

L’obbligo di indicare i codici CCNL nei flussi telematici (UNIEMENS, comunicazioni obbligatorie, buste paga) accelera la digitalizzazione. Questo processo potrebbe portare a:

  • Piattaforme integrate per la gestione della contrattazione collettiva
  • Sistemi di monitoraggio automatico della compliance
  • Banche dati condivise per il contrasto al dumping contrattuale

Evoluzione del Welfare

Il welfare contrattuale si conferma leva strategica per:

  • Retention e riduzione del turnover
  • Employer branding e attrattività aziendale
  • Conciliazione vita-lavoro
  • Risparmio fiscale per aziende e lavoratori

Riduzione dell’Orario di Lavoro

Il tema della settimana corta e della riduzione dell’orario emerge come trend significativo, con sperimentazioni avviate nel settore metalmeccanico e attenzione crescente in altri comparti.

Considerazioni Conclusive

Dicembre 2025 rappresenta un momento di bilancio per la contrattazione collettiva italiana. I numerosi rinnovi siglati nell’ultimo anno, in particolare quelli storici di Metalmeccanici (novembre 2025), Multiservizi (giugno 2025) e Cooperative Sociali, dimostrano la vitalità del sistema di relazioni industriali. Permangono tuttavia criticità significative: il contratto dei giornalisti fermo da quasi 10 anni (con sciopero in corso), le RSA ancora senza rinnovo dopo 13 anni, e l’agricoltura in attesa di avviare le trattative per il 2026-2029.

Per i consulenti del lavoro, questo scenario rappresenta un’opportunità straordinaria di crescita professionale. La complessità dei nuovi meccanismi contrattuali (clausole di salvaguardia, welfare obbligatorio, stabilizzazioni, causali) richiede competenze specialistiche che valorizzano il ruolo del professionista come partner strategico delle aziende.

Il successo in questa nuova era dipenderà dalla capacità di:

  • Anticipare i cambiamenti normativi e contrattuali
  • Investire nella formazione continua
  • Sviluppare servizi consulenziali ad alto valore aggiunto
  • Costruire relazioni solide con le parti sociali del territorio

Il CCNL rimane il primo strumento di tutela dei lavoratori e di regolazione del mercato del lavoro. Il ruolo dei consulenti del lavoro sarà cruciale per garantire una corretta applicazione delle nuove norme e supportare le imprese nella transizione verso un sistema contrattuale più equo e trasparente.

📚 Fonti e Bibliografia

Principali Fonti Consultate (Link Cliccabili):

Dati Statistici e Istituzionali:

Rinnovi CCNL 2025:

Welfare Contrattuale:

Analisi e Approfondimenti:

Rappresentatività Sindacale e Dumping Contrattuale:

🔗 Nota: Tutte le fonti sono cliccabili e si apriranno in una nuova finestra per permettere una facile consultazione.
📅 Ultimo aggiornamento: 5 dicembre 2025, ore 10:00 CET

Smart Working 2025: Le Nuove Regole dopo il DDL Lavoro

Smart Working 2025: Le Nuove Regole dopo il DDL Lavoro

Smart Working 2025: Le Nuove Regole dopo il DDL Lavoro

Guida pratica e aggiornata per praticanti consulenti del lavoro: comunicazioni entro 5 giorni, contenuti dell’accordo, sicurezza e tutele INAIL, controlli digitali e diritto alla disconnessione. Con checklist operativa, errori ricorrenti e FAQ.

Una stagione di assestamento: perché cambia nel 2025

Contesto Il 2025 rappresenta l’anno di stabilizzazione del lavoro agile dopo la fase emergenziale. Il Collegato/DDL Lavoro ha tipizzato la gestione delle comunicazioni amministrative introducendo il termine di 5 giorni per l’invio al Ministero del Lavoro in caso di inizio, proroga, variazione e cessazione dello smart working. Tale nuovo standard si innesta sulla disciplina “di base” della L. 81/2017 (artt. 18–23) e sulle modalità tecniche previste dal DM 149/2022 (portale Servizi Lavoro / invii massivi).

Timeline essenziale

  • 2022 – DM 149/2022 definisce modello e canali delle comunicazioni (portale, file Excel/API).
  • 12 gennaio 2025 – Entrata a regime del termine 5 giorni per i privati previsto dal Collegato Lavoro.
  • 27 marzo 2025Circolare MLPS n. 6/2025: la decorrenza dei 5 giorni è ancorata all’inizio effettivo della prestazione agile; indicazioni su proroghe, variazioni e cessazioni.

Cosa cambia / cosa resta

  • Cambia: termine perentorio di 5 giorni (privati), puntualizzato per tutti gli eventi (start, proroga, variazione, stop).
  • Resta: accordo scritto tra le parti con contenuti minimi L. 81/2017; informativa salute e sicurezza; tutele INAIL; rispetto privacy e controlli ex art. 4 Statuto.
  • PA e somministrazione: regole di comparto con calendario differenziato (prassi del giorno 20 del mese successivo per i flussi).
Attenzione sanzioni: omissione o ritardo della comunicazione comportano 100–500 € per ciascun lavoratore (art. 19, c. 3, D.Lgs. 276/2003). Conservare sempre ricevute e log di invio.

Implicazioni operative per gli studi. Il nuovo termine “breve” impone: (i) un registro scadenze per gestire start/stop; (ii) procedure per invii massivi (file Excel/API); (iii) allineamento delle policy interne su disconnessione, BYOD e controlli; (iv) aggiornamento dei template di accordo per includere i riferimenti 2025.

📺 Suggerimento didattico:
Ripassa la cornice legale del lavoro agile (L. 81/2017, DM 149/2022, Collegato Lavoro e Circolare MLPS 6/2025). Inserisci qui l’eventuale link alla lezione Copernico.

Le 10 regole pratiche da conoscere (2025)

  1. Comunicazione obbligatoria al MLPS entro 5 giorni (privati) dall’effettivo inizio della prestazione; stesso termine per proroghe/variazioni/cessazioni. Per PA e agenzie: regola del giorno 20 del mese successivo.
  2. Piattaforma: Servizi Lavoro (SPID/CIE) o API/Excel per invii massivi.
  3. Accordo scritto sempre necessario (post-emergenza); si conserva 5 anni (non si trasmette).
  4. Contenuti minimi: durata, alternanza, strumenti, tempi di riposo e misure di disconnessione, controlli e condotte disciplinari.
  5. Sanzioni: 100–500 € per lavoratore per ritardo/omissione comunicazioni.
  6. Stop ai “diritti emergenziali” generalizzati (fragili/genitori under 14), salvo diversa disciplina contrattuale/organizzativa.
  7. Privacy: niente geolocalizzazione; controlli legittimi solo nei limiti di Statuto/GDPR e previa informativa.
  8. Sicurezza: informativa annuale su rischi (art. 22 L. 81/2017); tutele INAIL anche in itinere in certi casi.
  9. Luogo: no postazione fissa; garantire equivalenza tutele e protezione dati.
  10. Documentazione: accordo + informativa rischi + ricevute invio + registro variazioni.

Comunicazioni obbligatorie: cosa, come e quando

Che cosa inviare

  • Nominativi dei lavoratori interessati
  • Date (inizio/fine, nuova scadenza se proroga)
  • Eventi (variazione; cessazione anticipata)

Come inviare

Portale Servizi LavoroComunicazione lavoro agile (SPID/CIE) – disponibile anche file Excel/API per invii massivi.

Quando inviare (privati)

  • Inizio: entro 5 giorni dall’avvio effettivo
  • Proroga: entro 5 giorni dalla stipula della proroga
  • Variazione/Cessazione: entro 5 giorni dall’evento
Attenzione sanzioni: omissione o ritardo = 100–500 € per ciascun lavoratore. Conserva le ricevute d’invio.

Accordo di lavoro agile: i contenuti che non possono mancare

Quadro generale. Lo strumento cardine del lavoro agile rimane l’accordo individuale ex artt. 18–23 L. 81/2017, distinto e autonomo rispetto alla comunicazione amministrativa al Ministero (che ha funzione certificativa/statistica). L’accordo disciplina l’organizzazione della prestazione (tempi, luoghi, strumenti), i diritti del lavoratore (riposi, disconnessione, tutele di salute e sicurezza, trattamento economico/normativo), i poteri datoriali (organizzazione, direttiva, controllo nel perimetro dell’art. 4 Statuto) e le regole su dati e asset aziendali (confidenzialità, cybersecurity, BYOD). È opportuno coordinare l’accordo con CCNL, policy interne (es. Policy di Disconnessione, IT/Security, BYOD), informativa salute e sicurezza (art. 22 L. 81/2017) e documentazione privacy (informativa art. 13 GDPR, eventuale DPIA, registro trattamenti). Prevedere sempre durata (a termine/indeterminato), recesso e procedure di modifica, oltre alla ripartizione di oneri (dotazioni, rimborsi spese) e alle regole sul trattamento di assenze, straordinari e reperibilità.

  • Durata (a termine/indeterminato) e modalità di recesso
  • Tempi di riposo e misure di disconnessione (fasce di contattabilità, blocco notifiche, reperibilità)
  • Alternanza in presenza/da remoto e luogo/i di esecuzione
  • Strumenti (dotazioni, uso di device personali, policy BYOD; standard minimi di cybersecurity)
  • Controlli e condotte disciplinari nel rispetto di Statuto lavoratori e GDPR
  • Sicurezza: richiamo all’informativa sui rischi (consegna almeno annuale) e buone prassi
Tip: allega all’accordo l’Informativa Salute e Sicurezza aggiornata (rev. 2025) e la Policy di Disconnessione.

Privacy, controlli digitali e diritto alla disconnessione

Controlli a distanza (art. 4 Statuto) e GDPR

  • Base giuridica: legittimo interesse (art. 6(1)(f) GDPR) e obblighi di sicurezza/organizzazione. Il consenso del lavoratore non è idoneo per i controlli.
  • Requisiti: necessità, proporzionalità, minimizzazione (art. 5 GDPR); informativa art. 13; eventuale DPIA per strumenti intrusivi; misure tecniche (logging, pseudonimizzazione, cifratura).
  • Strumenti: ammessi solo se funzionali all’organizzazione/sicurezza; vietati sistemi di monitoraggio massivo o eccedenti lo scopo.
  • Conservazione: policy di retention (email/log) coerenti con finalità e minimizzazione.

Geolocalizzazione e tracciamenti

Divieto di geolocalizzazione dei dipendenti in smart working: il Garante ha sanzionato l’uso di sistemi che tracciano la posizione del lavoratore durante la prestazione agile. Implementare controlli non invasivi, alternativi e non basati sulla posizione.

Email, strumenti collaborativi e metriche

  • Audit “light” su volumi/tempi di connessione è possibile se anonimizzato/aggregato e con informativa chiara.
  • Vietate letture sistematiche del contenuto delle email; ammessi filtri antimalware/antispam.
  • BYOD: se consentito, definire Mobile Device Management, separazione profili, cifratura, blocco remoto.

Diritto alla disconnessione

  • Non è un diritto autonomo codificato, ma è obbligatorio indicare in accordo tempi di riposo e misure per garantirlo (art. 19 L. 81/2017; Protocollo nazionale 7.12.2021).
  • Esempi: silenzio notifiche in fasce di riposo; esclusione di reperibilità salvo turni; regole per meeting fuori fascia.

Salute, sicurezza e tutele assicurative

  • Informativa annuale sui rischi generali e specifici (art. 22 L. 81/2017), consegnata al lavoratore e all’RLS.
  • Tutela INAIL anche per attività svolte all’esterno dei locali aziendali e, in determinati casi, per l’infortunio in itinere.
  • Buone prassi: ergonomia postazione, pause VDT, protezione dati in ambienti domestici/terzi.

Errori ricorrenti (e come evitarli)

ErroreConseguenzaSoluzione
Inviare la comunicazione “in anticipo” e non aggiornarla all’avvio effettivoTermine dei 5 giorni calcolato maleAll’avvio effettivo, verifica e registra l’evento corretto (variazione)
Mancanza clausole su disconnessioneRischi ispettivi e contenziosoPrevedi fasce di contattabilità, blocchi notifiche e turnazioni
Monitoraggio invasivoIllegittimità + possibili sanzioni GaranteLimita i controlli, fai DPIA, adotta metriche non invasive
Informativa sicurezza genericaNon conformità art. 22Personalizza per mansioni/luoghi, aggiorna almeno annualmente

Checklist operativa per lo studio

  1. Template accordo 2025 (con disconnessione, BYOD, controlli)
  2. Informativa rischi aggiornata + consegna lavoratore/RLS
  3. Procedura invii Servizi Lavoro (ruoli, deleghe, Excel/API)
  4. Registro scadenze (start/proroghe/cessazioni) con alert 5 giorni
  5. Policy BYOD & sicurezza dati per lavoro da remoto
  6. Archivio ricevute telematiche + conservazione accordi (5 anni)

Suggerimento: integra la checklist nel gestionale e crea alert automatici.

FAQ essenziali

Chi ha “diritto” allo smart working nel 2025?
Non esiste un diritto generalizzato nel privato: si procede per accordo individuale/CCNL/policy aziendale. I “diritti” emergenziali non sono più in vigore salvo diversa disciplina.

Il datore può imporre la geolocalizzazione?
No: il Garante ha ritenuto illecita la geolocalizzazione dei dipendenti in smart working; i controlli devono rispettare Statuto e GDPR ed essere proporzionati.

Serve indicare il luogo preciso?
Non necessariamente, ma è buona prassi limitare i luoghi (domicilio/altro luogo idoneo) e richiamare regole di sicurezza e protezione dati.

📚 Fonti e Bibliografia

Fonti normative e istituzionali

  • DM 149/2022 – modalità e modelli per la comunicazione telematica del lavoro agile – PDF MLPS
  • L. 22 maggio 2017, n. 81 (artt. 18–23; art. 19 disconnessione) – Normattiva
  • Smart working – Servizi Lavoro (portale, invii massivi/Excel, modulistica) – MLPS
  • Protocollo nazionale sul lavoro agile (7.12.2021) – PDF
  • Sanzioni comunicazioni – art. 19, c. 3, D.Lgs. 276/2003 (FAQ URP MLPS) – MLPS – URP

Chiarimenti su “5 giorni” e decorrenza

  • Collegato Lavoro & Circolare MLPS 6/2025 – focus sulla decorrenza dall’inizio effettivo e sugli eventi (proroghe/cessazioni) – ASSIV · FiscoeTasse · Studio Gambalonga

Privacy, controlli e geolocalizzazione

📅 Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2025 – h 13:00 CET