⏱ Tempo di lettura stimato: 13 minuti | Pubblicato: febbraio 2026 | Aggiornato alle normative vigenti 2025/26
La Rete dei Servizi: Chi fa Cosa (Senza Impazzire tra le Sigle)
Guida Operativa per l’Esame di Assistente Sociale 2025/26
Sei seduto davanti alla commissione. Il presidente alza gli occhi, ti guarda e chiede: “Ci descriva la rete dei servizi nel territorio in cui svolgerebbe la sua attività professionale.”
A quel punto, se sei come la maggior parte dei candidati, succede qualcosa di preciso: sai di sapere, ma non sai da dove cominciare. Ti viene in mente il SERD, poi l’UEPE, poi ti blocchi perché non ricordi se l’UEPE è del Ministero della Giustizia o del SSN. Provi a ripartire dal Piano di Zona, ma non sei sicuro se sia di competenza comunale o regionale. Venti secondi di silenzio sembrano venti minuti.
Questo accade non perché non hai studiato, ma perché la rete dei servizi sociali per l’esame di assistente sociale viene spesso studiata come un elenco, non come un sistema. E un elenco non tiene sotto pressione.
Questo articolo ti offre qualcosa di diverso: un framework operativo a 4 livelli, un glossario tecnico delle 20 sigle che devi conoscere a memoria, 5 scenari di rete tipici che i commissari usano come traccia d’esame, e una checklist in tre fasi da usare sia per prepararti sia per rispondere all’orale. Leggi, salva, e torna a rileggere la settimana prima dell’esame.
1. Perché la Rete dei Servizi È Sempre all’Esame di Assistente Sociale
La commissione non chiede la rete dei servizi per mettere alla prova la tua memoria. La chiede perché vuole capire se hai interiorizzato la logica del sistema integrato di welfare, che è il presupposto di ogni intervento professionale concreto.
Il riferimento normativo fondamentale è la Legge 328/2000 – la legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. All’articolo 1, terzo comma, sancisce che il sistema integrato è realizzato mediante politiche e prestazioni coordinate nei settori della vita sociale, della salute, dell’istruzione, della formazione e del lavoro. Non si tratta di un’aspirazione: è un mandato di legge che attribuisce all’assistente sociale il ruolo di soggetto capace di muoversi tra i sistemi, non solo dentro uno di essi.
Il D.Lgs. 229/1999 (la cosiddetta riforma Bindi) ha poi definito le prestazioni ad integrazione socio-sanitaria, fissando le responsabilità congiunte tra SSN e Comuni. Il DPCM del 12 gennaio 2017 ha aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), includendo esplicitamente prestazioni socio-sanitarie per anziani, disabili, persone con dipendenza e con disturbo mentale. Infine, il D.Lgs. 117/2017 – il Codice del Terzo Settore – ha introdotto all’articolo 55 gli istituti della coprogrammazione e della coprogettazione, trasformando formalmente il Terzo Settore da fornitore di servizi a co-attore della governance locale.
Conoscere la rete dei servizi sociali per l’esame di stato significa, in sintesi, saper spiegare come questi tre sistemi normativi si traducono in soggetti reali, competenze attribuite e relazioni operative sul territorio.
«Il servizio sociale professionale opera dentro le organizzazioni ma non è delle organizzazioni: è il trait d’union tra i sistemi, il presidio metodologico che dà senso alla rete.» — Dal pensiero metodologico di Francesco Ferrario, Il Lavoro di Rete nel Servizio Sociale
2. I 4 Livelli della Rete: Lo Schema Gerarchico Operativo
Per non perderti tra i soggetti, visualizza la rete come un sistema a quattro livelli sovrapposti. Non si tratta di una gerarchia di potere, ma di una distinzione per funzione: chi programma, chi eroga in ambito sanitario, chi eroga in ambito sociale, chi partecipa come privato sociale. Di seguito trovi la mappa completa con le relazioni che l’assistente sociale stabilisce con ciascun soggetto.
| Soggetto | Sigla | Competenza principale | Relazione con l’AS | Rif. normativo |
|---|---|---|---|---|
| 🔵 LIVELLO 1 – ISTITUZIONALE / PROGRAMMATORIO | ||||
| Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali | MLPS | Indirizzo politico nazionale, LEPS, fondi sociali | Indiretto (normativa e linee guida) | L. 328/2000 |
| Regione | — | Programmazione regionale, allocazione risorse, accreditamento | Tramite atti regionali e piani sociali territoriali | L. 328/2000, art. 8 |
| Ambito Territoriale / Piano di Zona | AT / PdZ | Coprogrammazione intercomunale dei servizi | L’AS lavora nei servizi gestiti o finanziati dall’Ambito | L. 328/2000, art. 19 |
| Ufficio di Piano | UdP | Coordinamento tecnico del Piano di Zona | Interlocutore per progettazione e finanziamenti | L. 328/2000 |
| 🟢 LIVELLO 2 – EROGATIVO PUBBLICO SANITARIO | ||||
| Azienda Sanitaria Locale (fuori Lombardia) / Agenzia di Tutela della Salute (Lombardia) | ASL / ATS | Programmazione e controllo sanitario territoriale | Ente committente per integrazione socio-sanitaria | D.Lgs. 502/1992, L.R. Lombardia 23/2015 |
| Azienda Socio Sanitaria Territoriale (solo Lombardia) | ASST | Erogazione diretta di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie | Soggetto erogatore con cui l’AS co-progetta interventi | L.R. Lombardia 23/2015 |
| Servizio per le Dipendenze | SerD | Trattamento dipendenze da sostanze, alcol, gioco | Invio reciproco, co-titolarità nei progetti per dipendenti | D.P.R. 309/1990, D.M. 444/1990 |
| Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura | SPDC | Ricovero ospedaliero in fase acuta psichiatrica (TSO/TSV) | Raccordo post-dimissione con CSM e servizi sociali | L. 180/1978, L. 833/1978 |
| Centro di Salute Mentale | CSM | Presa in carico ambulatoriale del disturbo mentale adulto | Co-titolarità del Progetto Individualizzato; UVM congiunta | L. 833/1978, DPR 10/11/1999 |
| Centro Psico-Sociale (Lombardia) | CPS | Equivalente del CSM per l’area lombarda | Interlocutore per progetti integrati salute mentale adulti | L.R. Lombardia 31/1997 |
| Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza | NPIA / UONPIA | Diagnosi e terapia NPI in età evolutiva; PEI | Indispensabile in casi minori con disabilità o disturbi | L. 104/1992, D.Lgs. 66/2017 |
| Consultorio Familiare | CF | Salute riproduttiva, sostegno alla genitorialità, spazio adolescenti | Invio per percorsi di sostegno alla famiglia | L. 405/1975, L. 194/1978 |
| Medico di Medicina Generale | MMG | Primo presidio sanitario, segnalazione bisogni | Attivazione ADI, segnalazione situazioni a rischio | D.Lgs. 502/1992, convenzioni nazionali |
| 🟠 LIVELLO 3 – EROGATIVO PUBBLICO SOCIALE / GIUSTIZIA | ||||
| Servizio Sociale Comunale / Professionale | SSC | Presa in carico sociale; titolarità giuridica del caso | L’AS è dentro questo servizio o con esso in raccordo diretto | L. 328/2000, art. 6; D.Lgs. 31/2022 |
| Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna | UEPE | Misure alternative alla detenzione, messa alla prova | Raccordo per reinserimento sociale di detenuti/ex-detenuti | L. 354/1975, D.Lgs. 150/2011 |
| Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni | USSM | Presa in carico penale minorile (DPR 448/1988) | Co-progettazione per minori in circuito penale | D.Lgs. 272/1989, DPR 448/1988 |
| Istituto Penale per Minorenni / ICAM | IPM / ICAM | Detenzione minorile; ICAM = detenute madri con figli | Raccordo post-dimissione, programmazione reinserimento | DPR 448/1988, L. 62/2011 |
| Tribunale per i Minorenni | TM | Provvedimenti di tutela, affido, adottabilità | L’AS invia relazioni sociali; esegue mandati del TM | L. 184/1983, L. 149/2001 |
| 🟡 LIVELLO 4 – PRIVATO SOCIALE / TERZO SETTORE / INFORMALE | ||||
| Cooperativa Sociale tipo A | Coop. A | Gestione servizi socio-sanitari ed educativi | Erogatore di servizi in convenzione; co-progettazione ETS | L. 381/1991, D.Lgs. 117/2017 |
| Cooperativa Sociale tipo B | Coop. B | Inserimento lavorativo di persone svantaggiate | Partner per il SIL; tirocini e borse lavoro | L. 381/1991 |
| Enti del Terzo Settore / ODV / APS | ETS / ODV / APS | Volontariato, mutuo aiuto, servizi complementari | Coprogrammazione e coprogettazione (art. 55 D.Lgs. 117/2017) | D.Lgs. 117/2017 |
| Rete informale / caregiver familiari | — | Supporto quotidiano non formalizzato | Risorsa da valorizzare nel progetto individualizzato | Riconoscimento formale: L. 205/2017 (caregiver) |
3. La Mappa delle Sigle: Il Glossario Operativo per l’Esame
Ecco il glossario delle sigle dei servizi sociali più frequenti all’esame di Stato, in ordine alfabetico. Per ciascuna trovi: nome esteso, chi la gestisce, cosa fa, dove opera e quando la incontri come assistente sociale.
- ADI — Assistenza Domiciliare Integrata
- Gestita da: ASL/ATS (quota sanitaria) + Comune (quota sociale). Cosa fa: intervento domiciliare integrato per anziani/disabili con elevata fragilità; unisce prestazioni sanitarie infermieristiche e mediche con assistenza sociale. Quando la incontri: per ogni caso di anziano non autosufficiente; si attiva tramite Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM).
- ASL — Azienda Sanitaria Locale
- Gestita da: Regione. Cosa fa: eroga e programma l’assistenza sanitaria territoriale e ospedaliera. Nota: in Lombardia è sostituita da ATS + ASST; nel resto d’Italia mantiene funzioni unificate. Rif.: D.Lgs. 502/1992.
- ASST — Azienda Socio Sanitaria Territoriale (Lombardia)
- Gestita da: Regione Lombardia. Cosa fa: eroga direttamente prestazioni sanitarie e socio-sanitarie (ospedali, SerD, NPIA, CPS). Quando la incontri: ogni volta che co-progetti un intervento socio-sanitario in Lombardia. Rif.: L.R. 23/2015.
- ATS — Agenzia di Tutela della Salute (Lombardia)
- Gestita da: Regione Lombardia. Cosa fa: programmazione, acquisto e controllo dei servizi sanitari; non eroga direttamente. Quando la incontri: per accordi quadro, accreditamento soggetti, integrazione socio-sanitaria a livello programmatorio. Rif.: L.R. 23/2015.
- CAG — Centro di Aggregazione Giovanile
- Gestito da: Comune o Terzo Settore in convenzione. Cosa fa: prevenzione primaria e secondaria per adolescenti; attività ludico-educative, orientamento, ascolto. Quando lo incontri: nei casi di minori a rischio di devianza o dispersione scolastica; presidio di prossimità.
- CER — Comunità ad Elevata Residenzialità
- Gestita da: soggetti accreditati (cooperativa, ente privato). Cosa fa: residenzialità protetta per persone con grave disturbo mentale o disabilità complessa, con alta intensità assistenziale. Quando la incontri: per inserimenti residenziali in uscita da SPDC o RSA.
- CPS — Centro Psico-Sociale (Lombardia)
- Gestito da: ASST in Lombardia. Cosa fa: equivalente lombardo del CSM; presa in carico ambulatoriale dei disturbi mentali in età adulta. Quando lo incontri: co-titolarità del progetto individualizzato per utenti con doppia diagnosi o disturbi psichiatrici.
- CSM — Centro di Salute Mentale
- Gestito da: ASL nelle regioni non lombarde. Cosa fa: presa in carico ambulatoriale, domiciliare e semi-residenziale dei disturbi mentali adulti; coordina la rete psichiatrica territoriale. Quando lo incontri: co-progettazione del PAI e invio reciproco con i servizi sociali comunali. Rif.: L. 833/1978.
- NPI — Neuropsichiatria Infantile
- Gestita da: ASL / ASST. Cosa fa: diagnosi e trattamento di disturbi neurologici e psichiatrici in età evolutiva (0–18 anni). Quando la incontri: per certificazione di disabilità, redazione PEI, sostegno a famiglie con minori con BES.
- PRIS — Pronto Intervento Sociale
- Gestito da: Comune o Ambito Territoriale in H24. Cosa fa: intervento urgente in situazioni di emergenza sociale (senza fissa dimora, minori in pericolo, violenza domestica notturna). Quando lo incontri: per segnalazioni urgenti fuori dall’orario dei servizi ordinari; raccordo post-intervento.
- RIA — Residenza ad Intensità Assistenziale
- Gestita da: soggetti accreditati. Cosa fa: struttura residenziale per persone con elevata fragilità socio-sanitaria che non richiedono ospedalizzazione ma non possono essere gestite al domicilio. Utilizzata in ambito psichiatrico e per disabili gravi. Rif.: DPCM 12.01.2017.
- RSA — Residenza Sanitaria Assistenziale
- Gestita da: soggetti pubblici o privati accreditati. Cosa fa: residenzialità socio-sanitaria per anziani non autosufficienti o persone con gravi disabilità acquisite. Quando la incontri: per inserimenti definitivi o temporanei in situazioni di cronicità e perdita di autosufficienza. Rif.: D.P.C.M. 1/4/2008.
- RSD — Residenza Sanitaria Disabili
- Gestita da: soggetti accreditati. Cosa fa: residenzialità per persone con grave disabilità, spesso dopo i 18 anni come sbocco del percorso di cura. Distinta dalla RSA per target specifico. Quando la incontri: per “dopo di noi” (L. 112/2016) e in transizioni dall’età evolutiva all’adulta.
- SAD — Servizio di Assistenza Domiciliare
- Gestito da: Comune, in convenzione con cooperative. Cosa fa: assistenza pratica al domicilio (igiene, pasti, compagnia) a carico del settore sociale. Distinto dall’ADI (sanitaria). Quando lo incontri: per anziani soli o disabili con bisogno sociale prevalente; parte del progetto di assistenza personalizzato.
- SerD — Servizio per le Dipendenze
- Gestito da: ASL / ASST. Cosa fa: diagnosi, cura e riabilitazione per dipendenze da sostanze legali e illegali, alcol, tabacco, gioco d’azzardo patologico (GAP). Quando lo incontri: presa in carico congiunta per persone con dipendenza; co-titolarità del PAI. Rif.: D.P.R. 309/1990.
- SIL — Servizio di Inserimento Lavorativo
- Gestito da: Comune, Provincia o Ambito, spesso in partenariato con cooperative B. Cosa fa: accompagnamento al lavoro per persone svantaggiate (disabili, ex-detenuti, persone in carico ai servizi). Quando lo incontri: componente chiave dei progetti di autonomia e reinserimento sociale.
- SPDC — Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura
- Gestito da: ASL / ASST (presidio ospedaliero). Cosa fa: ricovero in fase acuta psichiatrica; sede dei TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e TSV (Trattamento Sanitario Volontario). Quando lo incontri: per raccordo post-dimissione e co-programmazione del progetto di cura con il CSM. Rif.: L. 833/1978.
- UEPE — Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna
- Gestito da: Ministero della Giustizia – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP). Cosa fa: gestione delle misure alternative alla detenzione per adulti (affidamento in prova, semilibertà, detenzione domiciliare, messa alla prova). Quando lo incontri: co-progettazione di percorsi di reinserimento per utenti adulti in circuito penale. Rif.: L. 354/1975.
- UONPIA / NPIA — Unità Operativa Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza
- Gestita da: ASL / ASST. Cosa fa: presa in carico integrata neuropsichiatrica e riabilitativa 0–18 anni; partecipa alla redazione del PEI con la scuola. Quando la incontri: in tutti i casi di minori con disabilità, disturbi dello spettro autistico, BES certificati. Rif.: L. 104/1992, D.Lgs. 66/2017.
- USSM — Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni
- Gestito da: Ministero della Giustizia – Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità. Cosa fa: presa in carico e accompagnamento dei minori autori di reato nell’ambito del processo penale minorile. Quando lo incontri: co-progettazione per minori con procedimento penale in corso; raccordo con servizi sociali territoriali. Rif.: D.Lgs. 272/1989.
«La rete non è un elenco di servizi che si tollerano a vicenda. È un sistema di relazioni intenzionali tra soggetti che condividono un obiettivo di cura, anche quando partono da mandati istituzionali differenti. Il ruolo dell’assistente sociale è rendere quella rete funzionante per la persona, non solo cartografabile su uno schema.» — Nel pensiero relazionale di Fabio Folgheraiter, Teoria e Metodologia del Servizio Sociale
4. Chi fa Cosa: I 5 Scenari di Rete Tipici all’Esame
La commissione non chiede solo le definizioni: chiede come usi la rete in un caso concreto. Questi cinque scenari coprono le aree di intervento più frequenti e corrispondono alle tracce che vengono proposte con maggiore regolarità nelle sessioni d’esame. Per ciascuno trovi i soggetti da attivare, il ruolo dell’assistente sociale e gli strumenti di rete da citare.
📌 Scenario 1 – Minore a rischio di pregiudizio
Soggetti attivati: Servizio Sociale Comunale (titolare del caso), Tribunale per i Minorenni (mandato), NPIA/UONPIA (se disabilità o disturbi), Consultorio Familiare (sostegno genitoriale), scuola (segnalante e partner), eventuale struttura di accoglienza (comunità per minori).
Ruolo dell’AS: titolarità della valutazione del pregiudizio; stesura della relazione al TM; coordinamento della rete di protezione; monitoraggio del progetto. L’AS del Comune non sostituisce l’USSM, che interviene solo in caso di reato del minore.
Strumenti: relazione psicosociale al TM, Progetto Quadro di tutela, eventuale PAI in caso di disabilità associata.
Rif. normativo: L. 184/1983, L. 149/2001, art. 403 c.c. (allontanamento urgente), D.Lgs. 66/2017 (PEI).
📌 Scenario 2 – Adulto con dipendenza patologica
Soggetti attivati: SerD (titolarità sanitaria della dipendenza), Servizio Sociale Comunale (titolarità sociale), comunità terapeutica accreditata (inserimento residenziale), SIL (reinserimento lavorativo post-terapia), UEPE (se in misura alternativa).
Ruolo dell’AS: co-titolarità del caso con il SerD tramite équipe integrata; contributo alla stesura del PAI; attivazione di risorse sociali (casa, lavoro, rete familiare); raccordo con UEPE se il soggetto è in affidamento terapeutico.
Strumenti: PAI (Piano di Assistenza Individualizzato), accordo SerD–Comune, eventuale progetto di affidamento terapeutico (art. 94 DPR 309/1990).
Rif. normativo: D.P.R. 309/1990, DPCM 12.01.2017 (LEA area dipendenze).
📌 Scenario 3 – Anziano non autosufficiente
Soggetti attivati: MMG (segnalazione e prescrizione), Servizio Sociale Comunale (valutazione del bisogno sociale), ASL/ATS/ASST (attivazione UVM), SAD (componente sociale), ADI (componente sanitaria), RSA (se inserimento residenziale), caregiver familiare (risorsa da sostenere).
Ruolo dell’AS: attivazione e partecipazione alla Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM); stesura del PAI insieme all’équipe integrata; supporto al caregiver familiare e orientamento ai servizi; gestione del progetto di vita dell’anziano nel rispetto dell’autodeterminazione.
Strumenti: UVM, SVAMA o equivalente regionale (scala di valutazione), PAI, SAD, ADI, eventuale voucher/buono socio-sanitario.
Rif. normativo: D.P.C.M. 1/4/2008 (prestazioni socio-sanitarie anziani), DPCM 12.01.2017 (LEA).
📌 Scenario 4 – Persona con disturbo mentale grave
Soggetti attivati: CSM/CPS (titolarità sanitaria), Servizio Sociale Comunale (titolarità sociale), SPDC (se TSO), strutture residenziali psichiatriche (CER, RIA), caregiver familiare, eventuale GdT (Gruppo di Tutela) o tutore legale.
Ruolo dell’AS: co-titolarità del Progetto Individualizzato con il CSM; attivazione della rete familiare e informale; raccordo post-SPDC; coordinamento con eventuali tutori; sostegno al caregiver (spesso il familiare è al limite del burnout).
Strumenti: Progetto Terapeutico Riabilitativo Individualizzato (PTRI), accordo di rete CSM–Comune, eventuale segnalazione al Giudice Tutelare per nomina del tutore.
Rif. normativo: L. 833/1978, L. 180/1978, L. 6/2004 (amministrazione di sostegno).
📌 Scenario 5 – Detenuto in misura alternativa
Soggetti attivati: UEPE (titolarità penale esterna), Servizio Sociale Comunale (titolarità sociale), SerD (se dipendenza), SIL (inserimento lavorativo), cooperative sociali tipo B (tirocinio), strutture di accoglienza (casa).
Ruolo dell’AS: nel caso di competenza UEPE, l’AS dell’UEPE ha titolarità del progetto in misura alternativa; l’AS comunale interviene come risorsa territoriale per casa e lavoro. La sinergia tra i due è fondamentale e richiede una chiara definizione dei ruoli per evitare sovrapposizioni.
Strumenti: Programma di trattamento, progetto di reinserimento, eventuale borsa lavoro o tirocinio in coop B.
Rif. normativo: L. 354/1975 (Ord. Penitenziario), D.P.R. 230/2000 (regolamento esecuzione pena), D.Lgs. 150/2011.
5. Framework Operativo: La Checklist “Leggo la Rete”
Questa checklist ha due utilizzi: la usi durante la preparazione per strutturare il tuo studio per ogni area di intervento, e la usi all’orale come schema mentale per rispondere in modo ordinato. Le tre fasi seguono la logica professionale reale: prima analizzi il contesto, poi mappi i soggetti, poi definisci la governance.
🔎 Fase A – Analisi del Contesto (domande da porsi prima di tutto)
🗺️ Fase B – Mappatura dei Soggetti (chi attivare e perché)
⚙️ Fase C – Governance della Rete (chi coordina, come si formalizza)
6. Le 5 Domande Trappola sull’Esame (e Come Rispondere)
Alcune domande sembrano semplici ma nascondono una distinzione tecnica precisa. Ecco le cinque domande insidiose che i commissari usano per separare chi ha studiato in superficie da chi ha capito il sistema.
Sono due concetti distinti. L’integrazione socio-sanitaria (D.Lgs. 229/1999 e DPCM 12.01.2017) è un istituto normativo che regola le prestazioni al confine tra settore sociale e sanitario, definendo responsabilità e finanziamento congiunto. La rete dei servizi è il sistema complessivo di soggetti pubblici, del privato sociale e informali che intervengono attorno a una persona. La rete include l’integrazione socio-sanitaria, ma non si esaurisce in essa: comprende anche soggetti puramente sociali, penali, del Terzo Settore.
La titolarità dipende dalla prevalenza del bisogno e dal mandato istituzionale. In linea generale, il SerD ha titolarità della componente terapeutico-riabilitativa della dipendenza; il Servizio Sociale Comunale ha titolarità della dimensione sociale (casa, lavoro, famiglia, reddito). In molti casi la presa in carico è co-titolare, formalizzata nel PAI con indicazione esplicita dei ruoli. Non esiste una gerarchia automatica: è il progetto integrato a definirla.
Il coordinamento di rete è la funzione che garantisce coerenza, continuità e non duplicazione degli interventi tra soggetti diversi. Lo esercita il soggetto che ha la titolarità del caso o, in équipe multi-professionale, il soggetto designato nel progetto. L’assistente sociale svolge frequentemente questa funzione perché ha competenza trasversale ai sistemi (sociale, sanitario, giudiziario). Strumenti concreti: incontri di rete, verbali condivisi, case management, accordi di programma.
Entrambi appartengono al Ministero della Giustizia, ma hanno target diversi. L’UEPE (Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna) gestisce le misure alternative per gli adulti (L. 354/1975). L’USSM (Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni) prende in carico i minori autori di reato nel processo penale minorile (D.Lgs. 272/1989, DPR 448/1988). I due uffici non hanno sovrapposizioni di competenza ma collaborano nel caso di ragazzi che al compimento dei 18 anni devono essere “trasmessi” dal circuito minorile a quello adulto.
Entrambi gli istituti sono regolati dall’articolo 55 del D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore). La coprogrammazione è il processo con cui la PA e gli ETS identificano insieme i bisogni del territorio e le priorità di intervento (fase a monte). La coprogettazione è la definizione congiunta di specifici interventi e attività per rispondervi (fase operativa). La differenza è temporale e di oggetto: prima si coidentificano le priorità, poi si co-costruisce la risposta. L’assistente sociale che lavora negli Uffici di Piano è spesso coinvolto in entrambi i processi.
«Essere professionisti del servizio sociale significa saper stare nella complessità senza semplificarla. Il rischio non è non sapere le risposte: è dare risposte senza aver capito le domande che il territorio pone.» — Nel pensiero di Elisabetta Neve, Il Servizio Sociale: Fondamenti e Cultura di una Professione
Preparati all’Esame con un Metodo. Non Solo con Uno Schema.
Conoscere la rete dei servizi è indispensabile. Ma la commissione non valuta solo se sai le sigle: valuta se sai ragionare sui casi, argomentare le scelte operative e tenere la pressione dell’orale. Per questo non basta aver letto, serve esercitarsi con un metodo strutturato.
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La rete dei servizi per l’esame di assistente sociale è un tema che sembra vasto e indefinito — fino a quando non lo organizzi su 4 livelli, non agganci ogni sigla a un’istituzione reale e non ti eserciti sui 5 scenari tipici. A quel punto non è più un elenco da memorizzare: è un sistema che sai leggere e descrivere anche sotto pressione.
Salva questa pagina tra i preferiti, condividila con chi si sta preparando con te, e torna a rileggerla la settimana prima dell’esame — soprattutto la checklist in tre fasi e i 5 scenari. Sono la sintesi operativa di tutto quello che trovi nel testo.
Una domanda per te, nei commenti: quale sigla o ente della rete ti genera ancora confusione? Scrivilo qui sotto — proverò a risponderti con un esempio concreto di caso.
⚠️ Nota sulle denominazioni regionali: Le sigle e le strutture organizzative descritte in questo articolo seguono il modello normativo nazionale. Le denominazioni regionali possono variare sensibilmente: verifica la nomenclatura specifica della tua regione (es. ATS/ASST in Lombardia, denominazioni diverse in Veneto, Toscana, Campania, Sicilia). Per i fini dell’esame di Stato, il modello nazionale rimane il riferimento principale, con facoltà di citare le varianti regionali come esempio di autonomia legislativa.